NUOVO SCRITTO DI BENEDETTO XVI: IL MESSAGGIO DEL PAPA LETTO A REGENSBURG PER L’INAUGURAZIONE DEL MONUMENTO IN SUO ONORE

Il 12 settembre è stato inaugurato a Ratisbona un monumento in onore della visita compiuta undici anni fa regenssburgda papa Ratzinger nella città bavarese. In questa occasione monsignor Gänswein ha letto il messaggio scritto da papa Benedetto XVI, una lettera proveniente dal Monastero Mater Ecclesiae in Vaticano, pronunciando  frasi che suonavano come una lettera d’amore per i connazionali dell’amata patria bavarese.

Ecco l’intero testo del messaggio:

Benedetto XVI – Papa emerito

SALUTO

Desidero aderire al desiderio del Vescovo Rudolf di scrivere un saluto per l’inaugurazione di un monumento commemorativo della mia visita a Ratisbona il 12 settembre 2006.

Per me quel giorno rimane un bel ricordo. Sentivo che era una meravigliosa coincidenza il fatto che il giorno onomastico di mia madre e di mia sorella potessi partecipare sulla spianata di Isling al grande servizio religioso in cui molte persone venute da vicino e da lontano si sono riunite per ringraziare Dio per il suo dono della fede e per chiedere la sua benedizione per la nostra patria. Il cielo blu splendeva sulla nostra terra; canti e preghiere delle persone, alcune delle quali erano venute da lontano, riempirono quel luogo. Abbiamo pensato tutti che fosse bello essere cattolico ed essere vicino al Dio vivente.

Da allora, la grande croce nel campo di Isling ci ricorda il giorno in cui la parola del libro di Neemia si è fatta immediata e vera; “La gioia del Signore è la vostra forza” (Ne 8: 10) .. Questa croce ricorda per sempre agli uomini quel giorno dell’incontro con gli altri e con il Signore . Posso capire, però, che la questione di un monumento alla visita del Papa nel 2006 è arrivata molto presto, e sono contento che ora abbia preso forma da idee diverse e abbia anche trovato il suo luogo specifico. Ammetto che, dopo tutte le polemiche avevo una grande curiosità di conoscere l’aspetto di questo monumento e il luogo in cui fosse posto.

All’inizio fui un po’ sorpreso che si scegliesse una casa come un invito a ricordare. Ma più ci penso, più mi appare appropriata questa soluzione. Per la visita del Papa, la frase scelta come tema fu: “chi crede non è solo” . Che questo motto, infine, si sia convertito in un inno di lode a Dio, naturalmente mi rallegra. Quello che voglio dire adesso si esprime con la casa. Una casa è a casa. Offre comunità e sicurezza. Così l’immagine della casa esprime opposizione all’abbandono, alla solitudine che minaccia così tante persone oggi. Nell’era dei media, sembra che nessuno sia solo, ma che si sia sempre connessi, ma è proprio questa connessione universale che rende impossibile la relazione  io con te, cuore a cuore: l’incontro mediatico riduce le distanze tra noi, ma allo stesso tempo ci allontana dalla vicinanza personale. La casa, dall’altra parte, mostra la vera convivenza, nella quale si lavora insieme, ci si siede a tavola insieme, si prova insieme la gioia e il dolore. Nella nostra tradizione bavarese appartiene alla casa l ‘Herrgottswinkel’ (in una stanza di una casa colonica, un angolo con crocifisso e altri oggetti religiosi), che da un lato tocca il lato più intimo e personale di ciascuno, ma proprio per questo la casa in questo modo si apre al Dio vivente. Egli è colui che ci riconcilia sempre e conduce all’espansione.

Mi sembra importante anche il luogo che ha ora trovato questa casa commemorativa del 12 settembre 2006: La Chiesa del seminario sacerdotale. I monasteri scozzesi sono sorti dalla antica tradizione irlandese di andare all’estero per amore di Cristo. Il patrono della chiesa, Giacomo, è stato il pellegrino modello dal Medioevo. La chiesa scozzese, allo stesso tempo ci ricorda che abbiamo un posto permanente qui, ma siamo anche in cammino verso la patria definitiva, la sede finale, che il Signore ci dice che è una casa con molte dimore (Gv 14,1).

Infine, il monumento vuole essere un simbolo della grande casa comune dove una volta giunti vivremo con Dio. Ci invita a un pellegrinaggio comune dove alla fine “Dio sia tutto in tutti” (1 Cor 15,28).

Città del Vaticano. Monastero Mater Ecclesiae.
12 Settembre 2017

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Nostra traduzione

 

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