TERREMOTO IN VATICANO: SECONDO MARADIAGA LA LOBBY GAY NON ESISTE… PECCATO CHE NELLA MAPPA IN ROSSO SIANO SEGNALATI ABUSI SESSUALI CONDANNATI IN TERZO GRADO ,REI CONFESSI O CHE HANNO PATTEGGIATO!

La lobby gay non esiste. I fatti snocciolati nel memoriale Viganò non esistono. Forse non esiste nemmeno lo stesso Viganò, visto che in effetti “credo il vescovo Vigano’ che ho conosciuto non sia la stessa persona che scrive e dice cose del genere”. La tattica di difesa scelta dal cardinale honduregno Oscar Rodriguez Maradiaga , Arcivescovo di Tegucigalpa accusato dall’ex Nunzio apostolico degli Stati Uniti di aver stretto con l’ex cardinale Theodore McCarrick un “patto scellerato” che copriva abusi sessuali e pilotava nomine, e’ la trincea totale. In un’intervista apparsa mercoledì sul giornale on-line Religion Digital il prelato respinge ogni addebito sul proprio conto che su quello di Papa Francesco.

Solo su monsignor Carlo Maria Viganò non esclude esplicitamente che ci sia qualche verità, tra le perfide scritte su di lui dai giornali dopo l’uscita della sua testimonianza.

Il tentativo di confutazione totale di Maradiaga comincia dal metodo: “Non mi sembra giusto”, dice il cardinale, “fare di qualcosa di ordine privato una bomba che esplode nel mondo e le cui schegge fanno male alla fede di molte persone”. Poi tocca alle rivelazioni di Viganò sul conto del Papa.

Lex Nunzio sostiene di averlo informato già nel 2013 dei “comportamenti gravemente immorali con seminaristi e sacerdoti di McCarrick “, Ma Francesco non avrebbe fatto nulla fino al 2018, quando ha tolto la porpora al prelato, ormai finito su tutti giornali, “in realtà, non so fino a che punto il Santo padre abbia agito o meno”, replica Maradiaga . La questione “esula dalla mia conoscenza e giurisdizione. Credo che il Papa sia un  uomo di Dio che agisce sempre con fede e saggezza”.

Non è detto che lo stesso valga, invece, per l’arcivescovo accusatore, lascia intendere Maradiaga : “Non so chi o cosa ci sia dietro a monsignor Viganò, ma dovrebbe essere-come per ogni servitore di Cristo e della Chiesa- la carità del Vangelo, l’amore della verità e lo Spirito Santo”.

Sarà guidato da altri criteri l’ex Nunzio? Maradiaga non lo dice, ma en passant lascia cadere anche questa affermazione: “l’accettazione o meno della persona del Papa non può avvenire sotto un profilo mondano di simpatia o antipatia, ma di fede. Se manca la fede, manca il fondamentale”.

Il cardinale respinge come “sorprendente” e “gratuita” anche l’accusa, formulata nei suoi confronti da Viganò, di aver protetto McCarrick . Naturalmente senza sentire il bisogno di entrare nel merito della ricostruzione dell’ex Nunzio, in totale ossequio alla linea del silenzio dettata da Francesco: “la mia risposta migliore sono i fatti, ecco perché non mi preoccupo di difendermi da ciò che ha detto Monsignor Viganò”.

Ma l’intervista in trincea non finisce qui. Per Maradiaga e’ “insostenibile “pure la tesi-contemplata sempre nel dossier Viganò- secondo cui McCarrick sarebbe stato tra i grandi elettori di Papa Bergoglio, visto che l’ex arcivescovo di Washington, già anziano all’epoca, “non era nel Conclave” . Mentre sarebbe poco più che fantasia il sospetto che in Vaticano si aggiri una lobby gay talmente potente da fare il bello il cattivo tempo su poltrone insabbiamenti, come sostiene Viganò. “Ho l’impressione” commenta Maradiaga , “Che il concetto di lobby gay in Vaticano sia sproporzionato. È qualcosa che esiste da molto più nell’inchiostro dei giornali che nella realtà. È ovvio per me che lo scopo di tutte queste espressioni cariche di veleno e calunnia è influenzare il Santo Padre. Ma se non c’è fede, gli attori di questo circo mediatico non rinunceranno alla loro infedeltà”. Parole dal sapore ironico in bocca a un porporato che fa tuttora parte del consiglio dei nove ai cardinali più vicini al Papa, il che però potrebbe presto uscirne per “motivi di età”.

Ma forse ancor più per gli scandali a sfondo finanziario e omosessuale da cui è inseguito in patria. Nel seminario della sua diocesi, hanno scritto recentemente in una lettera 48 aspiranti sacerdoti, i comportamenti alla McCarrick sono ormai una “epidemia”.

FONTE LaVerita’ 14 settembre 2018

 

 

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Il Papa ha accettato la rinuncia di monsignor Juan José Pineda dopo avere inviato un visitatore a Tegucigalpa per indagare sulle accuse di comportamenti inappropriati. Il presule: «Se ho sbagliato, chiedo perdono»

Il Papa ha accettato le dimissioni del vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Tegucigalpa, in Honduras, presentata da monsignor Juan José Pineda Fasquelle, 57 anni, in passato al centro di una indagine decisa dalla Santa Sede per appurare le accuse di comportamenti inappropriati. Dal 2005 il presule è stato il numero due dell’arcidiocesi guidata dal cardinale Oscar Rodriguez Maradiaga, coordinatore del Consiglio dei nove cardinali che coadiuvano il Papa nella riforma della Curia romana (il cosiddetto C9), che per i suoi diversi impegni ha dovuto assentarsi più volte da Tegucigalpa.

La Sala Stampa vaticana si limita a riferire oggi che il Papa ha accettato la rinuncia del vescovo ausiliare di Tegucigalpa, ma a fine dicembre del 2017 confermò che Jorge Mario Bergoglio aveva inviato il vescovo argentino in pensione Jorge Casaretto per indagare in loco su presunte irregolarità finanziarie nell’arcidiocesi hondurena. Pochi giorni prima il settimanale italiano L’Espresso aveva rilevato l’esistenza di tale indagine che si sarebbe concentrata in particolare su alcuni investimenti avventati e su un’opaca operazione di fondi stornati dall’Università dell’Honduras, riferendo che la Santa Sede aveva inviato nel 2017 un vescovo argentino in pensione, monsignor Alcides Casaretto, ad indagare nel Paese. Il National Catholic Register, da parte sua, ha riferito delle accuse di abusi sessuali indirizzate al presule da due ex seminaristi.

In una intervista a Suyapa Medios dello stesso dicembre 2017 , il cardinale Maradiaga aveva respinto le accuse relative ai fondi dell’Università dell’Honduras.

«Oggi, 20 luglio 2018, la Santa Sede ha accettato la mia rinuncia come vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Tegucigalpa», ha commentato Pineda in una nota firmata personalmente e inviata alla stampa hondurena. «Si tratta di una richiesta che ho consegnato in mano a Sua Santità diversi mesi fa», prosegue il religioso dei Missionari figli del Cuore Immacolato di Maria. «Voglio ringraziare Dio, lo Spirito Santo, il Signore Gesù e la Santa Madre Chiesa per avermi concesso la grande grazia di servire in questa arcidiocesi per 13 anni, e la Conferenza episcopale dell’Honduras. Non posso non ringraziare la mia famiglia religiosa, alla quale sono unito dal vincolo e dalla professione religiosa come missionario clarettiano».

«Ho voluto, con tutto il mio cuore, servire questa porzione del Popolo di Dio, il suo arcivescovo, il clero, i seminaristi e il popolo di Dio. Se sono riuscito, sia benedetto Dio. Se ho fallito, chiedo perdono. Le razioni e i motivi li conoscono Dio e i miei superiori. Ho agito in piena coscienza e libertà. Vorrei che fossimo tutti in pace. La mia rinuncia mi darà tempo per la preghiera, la meditazione, la formazione personale e continua, affinché, al momento opportuno, continui a dare alla Chiesa e a voi il meglio di me. Tutti dovremmo avere una parentesi di riposo, formazione e preghiera. Vado avanti come figlio della Chiesa, vado avanti come consacrato, vado avanti come ministro della Chiesa, vado avanti a disposizione dei miei superiori. Chiedo a tutti voi la vostra preghiera e la vostra misericordia».

In una breve nota, da parte sua, l’arcivescovado di Tegucigalpa «ringrazia monsignor Juan José Pineda Fasquelle per tutto il lavoro apostolico durante i suoi 13 anni come vescovo ausiliare» e «offre al Signor preghiere per la sua nuova missione che gli è affidata. Che la protezione e l’ausilio di Santa Maria di Suyapa – conclude la nota dell’arcidiocesi guidata dal cardinal Maradiaga – lo assista sempre».

FONTE LEGGI QUI 

NEL LINK I CASI IN ITALIA

 

 

 

4 pensieri su “TERREMOTO IN VATICANO: SECONDO MARADIAGA LA LOBBY GAY NON ESISTE… PECCATO CHE NELLA MAPPA IN ROSSO SIANO SEGNALATI ABUSI SESSUALI CONDANNATI IN TERZO GRADO ,REI CONFESSI O CHE HANNO PATTEGGIATO!

  1. Ma non è che per caso far entrare in seminario persone con tendenze omosessuali (significa che hanno un approccio sessuale verso gli altri seminaristi) serve da un lato a sminuire la formazione, dall’altro a scoraggiare chi in seminario vuole starci per studiare e prepararsi per il ministero?

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