PADRE PIO MI FECE PIANGERE, MA POI CAPII PERCHÉ…

Ho vissuto a San Giovanni Rotondo per circa un anno, in casa dei miei zii. Quando vi giunsi, volli conoscere subito Padre Pio e mi avvicinai al suo confessionale con l’accusa dei peccati.

Mi chiese: “Da quanto tempo non ti confessi?” Risposi: “Non mi ricordo“. Si turbò, quindi riprese: “Da quanto tempo non vai a messa?” Timidamente azzardai: “Padre, ci vado quando posso. Faccio la sarta per consegnare i vestiti ai clienti o per richiamare, sono costretta a lavorare anche la sera e di domenica“.

Padre Pio si arrabbiò fino a farmi piangere. Non compresi ciò che mi diceva. Terrorizzata, mi allontanai e giurai a me stessa che non sarei più tornata da lui. Altri confessori non erano stati così severi allorché dicevo loro che lavoravo anche di domenica, indulgenti mi rispondevano “Non ti preoccupare“.

Mia sorella, a cui avevo confidato la triste esperienza vissuta nella chiesetta di Santa Maria delle Grazie, mi incitò a ritornare da Padre Pio, ma io mi rifiutavo categoricamente. Avevo paura! Devo dire, però, che quella confessione, scuotendomi, mi aveva cambiata. Non lavoravo più nei giorni festivi e, puntualmente, partecipavo alla Santa Messa. Mi confessavo spesso e mi accostavo di frequentare la mensa Eucaristica. Dopo qualche tempo, per tre mattine consecutive mia sorella, tra veglia e sonno, vide padre Pio davanti al suo lettino che le chiedeva: “perché tua sorella non vuole più venire da me?“. Mia sorella me lo riferì e mi convinse ad andare dal padre.

Decisi di raggiungere il convento l’indomani, anche perché delle mie amiche di Lucera mi avevano incaricata di portare i loro saluti a Padre Pio e di chiedere la sua risposta in merito ad una questione che stava loro a cuore. Lungo la via, speravo di non ritrovare il padre nel confessionale. Invece era lì, quasi ad aspettarmi.

Mi accolse con tanta affabilità e con tenerezza paterna. Al termine della confessione aggiunsi: “Padre, Rosina e Carmela vi mandano tanti saluti. Desiderano una vostra preghiere la vostra risposta“. Mi disse: “Riferisci ad entrambe che facessero ciò che devono fare e andrà tutto bene“.

Altre volte ancora mi confessai da Padre Pio, ma non ho più dimenticato il mio primo incontro con noi. Il frate mi aveva fatto capire che la domenica è un giorno da dedicare esclusivamente al Signore con la partecipazione alla santa messa e ai sacramenti, con la meditazione e la preghiera. Ho lavorato per altri anni, ma mai più di domenica.

Concetta da Lucera.

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