IL VATICANO APPROVA L’APERTURA DEL PROCESSO DI BEATIFICAZIONE DEI GENITORI DI GIOVANNI PAOLO II

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L’arcivescovo di Cracovia ha ricevuto l’approvazione per avviare il processo di beatificazione di Karol Wojtyła Sr. ed Emilia Kaczorowska

Igenitori di San Giovanni Paolo II hanno compiuto un altro passo verso la beatificazione. Secondo la Catholic News Agency, “l’arcivescovo Marek Jędraszewski di Cracovia ha annunciato mercoledì che avendo ottenuto l’approvazione della Congregazione delle Cause dei Santi l’arcidiocesi ha aperto il processo di beatificazione dei genitori di San Giovanni Paolo II”.È un passo importante nell’iter, perché il Vaticano sta permettendo ai vescovi polacchi di procedere con l’indagine sulla vita e l’eredità dei genitori del Papa.

L’arcivescovo di Cracovia concentrerà ora la sua attenzione sull’analisi della vita di Karol Wojtyła, Sr., ed Emilia Kaczorowska. Dopo che verrà raccolto un numero sufficiente di prove delle loro virtù eroiche, il tutto verrà nuovamente sottoposto al Vaticano per l’approvazione, che potrebbe portare a dichiararli “venerabili”.

Giovanni Paolo II nutriva profondo amore e ammirazione per i suoi genitori, e riconosceva loro il merito di aver promosso la sua vocazione al sacerdozio.

Eryk Łażewski ha scritto un articolo per Aleteia Polonia delineando lo straordinario esempio di santità che i suoi genitori gli hanno dato da bambino:

“Era una profonda devotamente cristiana, i cui membri iniziavano la propria giornata con la Santa Messa, pregavano prima di ogni pasto e la sera ascoltavano il padre leggere dei passi della Scrittura.

Quando Karol era piccolo, sua madre ha avuto più influenza su di lui. Anche se è morta presto, il bambino ha senz’altro ereditato la sua compassione nei confronti dei vicini, il suo ottimismo e la sua gioia, e la sua capacità di raccontare barzellette. Come il Papa stesso ha ammesso nel suo libro Dono e Mistero, il contributo di sua madre Emilia alla sua educazione religiosa è stato “senz’altro profondo”.

L’influenza della madre di Karol sul bambino sarebbe diminuita col tempo per via della malattia della signor Wojtyła, e i compiti domestici e la formazione del figlio minore vennero gradualmente assunti dal marito.

Dopo la morte della moglie, fu lui a dedicarsi anima e corpo all’educazione del piccolo Lolek, come veniva chiamato affettuosamente Karol, che all’epoca aveva appena 9 anni. Per avere più tempo da dedicare al figlio, il padre andò in pensione presto e non si risposò mai.

Questa situazione rese i due Karol virtualmente inseparabili. Dopo la scuola o la domenica o nelle feste religiose passeggiavano per le strade di Wadowice, scalavano le montagne vicine, ammiravano il paesaggio e chiacchieravano.

Non stupisce che il Papa in seguito abbia detto: ‘Gli anni della mia infanzia e della mia giovinezza sono fondamentalmente collegati alla figura di mio padre’.

Il padre fu per il giovane Karol un esempio di preghiera continua. Giovanni Paolo II definì il suo esempio ‘il primo seminario domestico’”.

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