TERREMOTO IN VATICANO !!! BERGOGLIO LICENZIA L’ARCIVESCOVO GÄNSWEIN…CHE COMUNQUE RESTA A CAPO DELLA PREFETTURA PONTIFICIA!!!

Bergoglio ha concesso un congedo indefinito al prefetto della Casa Pontificia , l’arcivescovo Georg Gänswein. I circoli vaticani lo confermano su questo giornale. Il segretario privato del papa in pensione rimane in carica come capo della prefettura, che è responsabile della gestione del pubblico del papa, ma è libero di trascorrere più tempo con Benedetto XVI.

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QUANTO A ME ….NON CI CREDO !

intanto il VATICANO TACE ….

Padre Georg Gänswein da qualche settimana passa molto più tempo al Monastero Mater Ecclesiae, dove abita con le suore e il Papa emerito Benedetto XVI e così potrà dedicarsi maggiormente al suo ruolo di Segretario particolare di Joseph Ratzinger. Termina dopo sette anni – la rinuncia di Benedetto XVI è dell’11 febbraio 2013 – la “coabitazione” con Papa Francesco.

“Nessun congedo, non ho alcuna informazione in tal senso” ha risposto a una richiesta di chiarimenti di Huffpost il Portavoce della Sala Stampa Matteo Bruni, dopo che il giornale tedesco Die Tagepost – vicino alle posizioni di Ratzinger -aveva lanciato la notizia di una specie di “licenziamento” del vescovo. Smentita anche la voce di una malattia di Gaenswein: un po’ in stile ex sovietico erano cominciate a circolare le indiscrezioni su una brutta polmonite. “L’assenza di Monsignor Gänswein – continua Bruni – durante determinate udienze nelle ultime settimane, effettivamente è dovuta a una ordinaria ridistribuzione dei vari impegni e funzioni del Prefetto della Casa Pontificia, che ricopre anche il ruolo di Segretario particolare del Papa emerito”.

Quindi padre Georg rimarrà formalmente nel suo ruolo, ma già dal 24 gennaio non ha fatto più gli onori di casa Oltretevere, neppure per la visita in Vaticano del vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence. Non era presente neppure alla visita del Presidente dell’Iraq Barham Salih il 25 gennaio, né in occasione dell’arrivo del presidente dell‘Argentina Alberto Fernandez (31 gennaio ) e del Principe della Corona del Bahrain Salman il 3 febbraio. L’ultima udienza generale del mercoledì cui ha assistito è stata quella del 15 gennaio.

Un chiaro segnale pubblico che indica come nel caso del pasticcio editoriale del libro firmato a quattro mani da Benedetto XVI e dal cardinale Robert Sarah sul celibato sacerdotale “Dal profondo dei nostri cuori”, pubblicato in Francia una settimana prima (il 15 gennaio 2020), in fin dei conti Gänswein aveva svolto un ruolo non secondario. Non era bastata la richiesta da parte di Georg di correggere il frontespizio del libro (togliendo la doppia firma), e l’attribuzione di “colpa” al cardinale Sarah. Quest ultimo era rimasto con il cerino in mano, ma ha pubblicato su Twitter lo scambio di corrispondenza con Ratzinger per attestare che lui non aveva carpito in malafede il consenso. Gänswein aveva corretto ulteriormente, parlando di un fraintendimento. Ma i contratti di edizione per l’edizione francese e le traduzioni (compresa quella italiana) parlano chiaro. Il libro – il cui impatto mediatico era facilmente prevedibile, mentre si avvicina la pubblicazione dell’Esortazione post-sinodale sull’Amazzonia in cui potrebbe essere permessa l’ordinazione sacerdotale di uomini sposati – ha indubbiamente due coautori: il cardinale Sarah e Ratzinger (93 anni il prossimo 16 aprile) che si firma però Benedetto XVI, alimentando la confusione sull’esistenza di “due Papi”.

Non è la prima volta del resto che Gänswein finisce al centro di incidenti mediatici nei confronti di Papa Francesco. Dal discorso in cui a fine maggio 2016 aveva avanzato la tesi di “papato condiviso” tra Francesco e Benedetto, alla presentazione (11 settembre 2018) del libro di Rod Dreher “Opzione Benedetto” (San Paolo Edizioni), il cui autore, un conservatore americano, è stato qualche giorno dopo destinatario di una delle lettere in cui l’ex nunzio negli Usa, Carlo Maria Viganò, ha reclamato le dimissioni di Papa Francesco in relazione al caso del cardinale americano (ormai spretato) Theodore McCarrick.

 

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