L’INFANZIA DI GESU’ A CASA :ENTRIAMO NELLA PACE

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La casa di Gesù a Nazareth ci offre un ritratto della bellezza della vita familiare

Si sa poco dell’infanzia di Gesù. L’unico accenno è un breve commento di San Luca: “Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui” (Luca 2, 39-40).Non sappiamo molto del periodo che ha trascorso a Nazareth, e siamo liberi di pensare a come dev’essere stato che il Creatore del mondo imparasse a fare il falegname da San Giuseppe, mentre Maria, immacolata, custodiva tutte quelle cose nel suo cuore.

Ecco una meditazione dal The little book of the most holy child Jesus (Il piccolo libro del santissimo Bambino Gesù) che può rappresentare un inizio della nostra meditazione sulla santa infanzia di Gesù. La casa di Nazareth sarà stata molto probabilmente un luogo di pace e amore, in cui la vita familiare trovava il suo modello supremo. Entriamo in questa casa e permettiamo che la pace che vi troviamo regni nel nostro cuore.

Guardiamo quella santa dimora a Nazareth.

Giuseppe lavora come falegname.

Maria maneggia il fuso e il filo, mentre di tanto in tanto i suoi occhi si posano malinconicamente sul Santo Bambino Gesù.

Mai inattivo, sempre pronto a ricevere la sua parola, Egli aspetta e aiuta il Suo padre putativo.

Porta il legno sulle spalle, o i chiodi in mano, sempre pronto, sempre brillante in quel laboratorio, con un sorriso simile alla radiosità di un giorno di sole.

Nessuna fretta, nessuna indolenza, nessuna pigrizia del cuore è nota in quell’abitazione.

Nessuna tristezza, nessuna allegria chiassosa, che non sembrerebbe armonia.

Vengono dette poche parole; ciascuno conosce troppo bene il cuore dell’altro per aver bisogno di dire tanto.

Dall’alba fresca a quando il sole tramonta dietro le verdi colline a ovest ci sono lavoro pacifico e servizi amorevoli a Dio e all’uomo.

Il lavoro illuminato dalla pace calma e dall’amore.

E così via nei giorni e negli anni in cui Giuseppe e Maria hanno il paradiso sulla terra.

Perché Colui che è la Luce e la Gioia del loro cuore è lo Splendore dell’eternità, la Luce della nuova Gerusalemme.

In futuro, sempre più vicino ogni giorno e sempre presente nel Cuore di quel Bambino, c’è quella Croce scura sul Calvario – il legno e il terribile Sacrificio e i chiodi crudeli con cui la Vittima verrà legata obbediente alla volontà del Padre, tutti legami impotenti tranne quelli più forti dell’amore.

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