PADRE ARTURO SOSA GESUITA : “il diavolo esiste come realtà simbolica”. -PADRE PIO , L’ INFERNO NON ESISTE..! – TE NE ACCORGERAI QUANDO CI ANDRAI …!

L’accoglienza di Padre Arturo Sosa Abascal al Meeting di Rimini da parte della presidente Emilia Guarnieri è stata talmente entusiastica che lo stesso superiore generale dei gesuiti ha dovuto a un certo punto moderare gli ardori. Quando la signora ha detto: «L’abbiamo invitata per imparare a esercitare il discernimento di cui parla papa Francesco: voi gesuiti siete maestri di discernimento». «Dovremmo», l’ha corretta il “papa nero”, che per l’occasione sfoggiava un candido clergyman perfettamente abbinato alla capigliatura e ai baffi canuti. Gentilmente, dopo aver tenuto un incontro che è stato seguito da 300 persone dal titolo “Imparare a guardare il mondo con gli occhi di papa Francesco”, il preposito generale della Compagnia di Gesù (questa la dizione esatta della sua carica) ci ha concesso un’intervista della durata di 20 minuti. Di più non si poteva a causa dei numerosi appuntamenti e impegni che lo attendevano, anche se molte risposte avrebbero richiesto approfondimenti.

Che rapporto devono avere oggi i cristiani con le Sacre Scritture? Dopo 150 anni di esegesi storico-critica e dopo il Concilio Vaticano II, come dobbiamo leggere e appropriarci delle Sacre Scritture?

La Sacra Scrittura è una fonte privilegiata di rapporto col Signore: ascoltiamo Lui, è la Parola di Dio. Tutti i progressi che ci sono stati nell’esegesi biblica ci aiutano a tenere presente che è stata pronunciata in contesti sociali e culturali particolari, che nella Bibbia ci sono vari generi letterari, e soprattutto che le Scritture vanno prese come un insieme, non si possono spezzettare in brani e citazioni a se stanti. La Bibbia va compresa come un insieme che si comprende attraverso la persona di Gesù Cristo: è lui la chiave di interpretazione. Lo capiamo dal racconto dei discepoli di Emmaus: fu ascoltando le spiegazioni di Cristo che compresero gli eventi accaduti e il loro nesso con le Scritture.

Padre Sosa, il diavolo esiste?

In diversi modi. Bisogna capire gli elementi culturali per riferirsi a questo personaggio. Nel linguaggio di sant’Ignazio è lo spirito cattivo che ti porta a fare le cose che vanno contro lo spirito di Dio. Esiste come il male personificato in diverse strutture ma non nelle persone, perché non è una persona, è una maniera di attuare il male. Non è una persona come lo è una persona umana. È una maniera del male di essere presente nella vita umana. Il bene e il male sono in lotta permanente nella coscienza umana, e abbiamo dei modi per indicarli. Riconosciamo Dio come buono, interamente buono. I simboli sono parte della realtà, e il diavolo esiste come realtà simbolica, non come realtà personale.

https://www.tempi.it/meeting-il-diavolo-esiste-solo-come-realta-simbolica/

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IL DIAVOLO ESISTE !!!

Il demonio esiste ed il suo ruolo attivo non appartiene al passato né può essere recluso negli spazi della fantasia popolare. Il diavolo, infatti, continua ad indurre al peccato proprio oggi.

Per tale ragione l’atteggiamento del discepolo di Cristo di fronte a Satana deve essere di vigilanza e di lotta e non di indifferenza.

La mentalità del nostro tempo purtroppo, ha relegato la figura del diavolo nella mitologia e nel folclore. Il Baudelaire affermava, giustamente che IL CAPOLAVORO DI SATANA, NELL’ERA MODERNA, E’ DI NON FAR CREDERE NELLA SUA ESISTENZA. Di conseguenza non è facile immaginare che satana abbia dato prova della sua esistenza allorquando è stato costretto ad uscire allo scoperto per affrontare Padre Pio in “aspri combattimenti”.

Tali battaglie, così come è riportato nella corrispondenza epistolare del venerato frate con i suoi direttori spirituali, erano dei veri e propri combattimenti all’ultimo sangue.

Le tentazioni di satana miranti a far prevaricare il serafico padre si manifestavano in ogni modo. Il Padre Agostino ci confermava che satana appariva sotto le forme più svariate: “sotto forma di giovinette ignude che lascivamente ballavano; in forma di crocifisso; sotto forma di un giovane amico dei frati; sotto forma del Padre Spirituale, o del Padre Provinciale; di quella di Papa Pio X e dell’Angelo Custode; di San Francesco; di Maria Santissima, ma anche nelle sue fattezze orribili, con un esercito di spiriti infernali. A volte non c’era nessuna apparizione ma il povero Padre veniva battuto a sangue, straziato con rumori assordanti, riempito di sputi ecc. . Egli riusciva a liberarsi da queste aggressioni invocando il nome di Gesù.

Fonte wwwpadrepio

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