ATTENZIONE : NON BASTA USARE LO SCAPOLARE PER SALVARSI

 

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Come capire meglio la promessa fatta da Nostra Signora del Carmelo e cosa si deve fare per onorare questa alleanza di salvezza

Nel periodo della festa di Nostra Signora del Carmelo (16 luglio), è frequente vedere nelle reti sociali commenti benintenzionati ma errati sul vero senso dello scapolare.

Lo scapolare è un “segno di salvezza”

Nostra Signora del Carmelo lo ha consegnato a San Simone Stock dicendo che si tratta di un segno di salvezza, non di un “amuleto” che garantisce automaticamente la salvezza a chi lo usa.

Non servirà a nulla, quindi, usare lo scapolare (o qualsiasi altro sacramentale) se manteniamo una vita di peccato e di allontanamento volontario e consapevole da Dio.

Lo scapolare non è “magico”

Come alcune persone usano lo scapolare come qualcosa di “magico”, per avere “fortuna” o essere liberate dal “malocchio” e superstizioni simili, ce ne sono anche altre che lo usano solo per moda. Questi errori si verificano anche con l’uso di altri sacramentali, come croci, medaglie, rosari… Il verso senso del fatto di usare oggetti di devozione deve però sbocciare dalla coscienza e dal cuore di chi li usa, conoscendone il vero significato e scegliendo liberamente di mostrare con un segno qualcosa che esiste nel proprio intimo, nella propria fede, nei propri propositi e nella propria conversione.

La promessa di Nostra Signora a chi usa lo scapolare del Carmelo

Ciò che ci promette Maria si costituisce in un’alleanza, ovvero in una “partnership”: ella farà la sua parte e noi la nostra. Le sue parole a San Simone Stock presuppongono questa alleanza, questa “confraternita” nello sforzo di salvezza, e mostrano chiaramente che lo scapolare non è un “salvacondotto magico”, ma un “segno di salvezza”:

“Prendi figlio dilettissimo, prendi questo scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia Confraternita, privilegio a te e a tutti i Carmelitani. Chi morrà rivestito di questo abito non soffrirà il fuoco eterno. Questo è un segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza di pace e di patto sempiterno”.

In che contesto è stata fatta questa promessa?

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Questa promessa di salvezza eterna venne fatta da Nostra Signora del Carmelo il 16 luglio 1251, dopo che San Simone Stock le aveva chiesto con grande insistenza protezione, visto che l’Ordine Carmelitano affrontava grandi sfide dopo aver dovuto lasciare il Monte Carmelo, in Terra Santa, dove nell’XI secolo un gruppo di uomini disposti a seguire Gesù aveva costruito una cappella in onore della Madonna. Il luogo era già considerato sacro da tempo immemorabile (cfr. Isaia 33,9; 35,2; Malachia 7,14), ed era diventato celebre per le azioni del profeta Elia (1 Re 18). La parola “carmelo” vuol dire giardino o frutteto. Nacquero lì i Carmelitani, o Ordine dei Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo.

Quando vennero espulsi da lì dai musulmani, i Carmelitani si trasferirono in Europa, dove affrontarono grandi difficoltà. I frati incontravano infatti forte resistenza da parte degli altri ordini religiosi, ed erano perfino derisi per il loro modo di vestire. Fu in questo contesto che San Simone ricorse alla Vergine chiedendo il suo aiuto.

La promessa dell’indulgenza sabatina

Nostra Signora del Carmelo apparve nuovamente nel 1322, questa volta a Papa Giovanni XXII, rivelandogli la cosiddetta “indulgenza sabatina”:

“Io, madre di misericordia, libererò dal Purgatorio e porterò in cielo, il sabato dopo la sua morte, chi avrà portato il mio scapolare”.

Il 3 marzo di quell’anno, il Papa promulgò la Bolla Sabatina, ratificata in seguito da altri Pontefici:

  • Papa Benedetto XIII, nel 1726, estese a tutta la Chiesa la celebrazione della festa di Nostra Signora del Carmelo, che l’ordine celebrava già dal 1332 il 16 luglio di ogni anno.
  • Papa Pio XII dichiarò il 6 agosto 1950: “La devozione dello scapolare del Carmelo ha fatto scendere sul mondo una copiosa pioggia di grazie spirituali e temporali”.
  • Papa Paolo VI ha affermato: “Per la Chiesa, tra le forme di devozione mariana c’è l’uso pio dello Scapolare del Carmelo, per la sua semplicità e l’adattamento a qualsiasi mentalità”.
  • Il 28 gennaio 1964, Paolo VI ha concesso che tutti i sacerdoti cattolici potessero imporre lo scapolare, cosa che fino ad allora era privilegio dei sacerdoti carmelitani e di altri autorizzati dalla Santa Sede. In questo si mostra il desiderio della Santa Chiesa che tutti abbiano la possibilità di rivestirsi di uno scapolare benedetto e collocato da un sacerdote (rito di imposizione dello scapolare).
  • San Giovanni Paolo II, che usava lo scapolare fin da giovane, ha scritto: “Lo Scapolare diventa segno di «alleanza» e di comunione reciproca tra Maria e i fedeli: esso infatti traduce in maniera concreta la consegna che Gesù, sulla croce, fece a Giovanni” (cfr. Giovanni 19, 25-27).

Il “privilegio sabatino” è stato confermato anche dalla Sacra Congregazione delle Indulgenze il 14 luglio 1908.

Alla fin fine, cos’è lo scapolare?

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Lo scapolare consiste in due pezzi di panno marrone, uniti tra loro da un cordone. Un pezzo di panno riporta l’immagine di Nostra Signora del Carmelo, l’altro quella del Sacro Cuore di Gesù, o l’emblema dell’Ordine del Carmelo. È una miniatura dell’abito carmelitano, e per questo è una veste.

Perché si chiama così?

Il termine latino “scapula” significa “spalla”. L’oggetto di devozione è diventato popolarmente noto come “scapolare” perché viene collocato sulle spalle.

Qual è la nostra parte in questa alleanza?

Per i religiosi carmelitani, lo scapolare è un simbolo di consacrazione religiosa nell’Ordine di Nostra Signora del Carmelo. Per i fedeli laici, per il popolo, è simbolo di devozione e affetto nei confronti di Nostra Signora del Carmelo. Lo scapolare è quindi un segno esterno di devozione mariana e di consacrazione personale alla Santissima Vergine Maria. È un sacramentale, ovvero un segno sacro, secondo il modello dei sacramenti, per mezzo del quale si simboleggiano effetti spirituali ottenuti per intercessione della Chiesa (cfr. SC 60).

Chi si riveste di questo segno mariano deve adottare alcuni atteggiamenti fondamentali:

Mettere Dio al primo posto nella sua vita e cercare sempre di fare la Sua volontà.
Ascoltare la Parola di Dio nella Bibbia e metterla in pratica nella vita.
Cercare la comunione con Dio attraverso la preghiera, che è un intimo dialogo con Colui che ci ama.
Aprirsi alla sofferenza del prossimo, solidarizzando con lui nelle sua necessità, cercando di risolverle.
Accostarsi spesso ai sacramenti della Chiesa, all’Eucaristia e alla Confessione, per poter approfondire il mistero di Cristo nella propria vita.

IMPORTANTE: Oltre a questo, lo scapolare dev’essere benedetto e collocato sul fedele da un sacerdote, in base al rito di imposizione dello scapolare.

TRATTO  https://it.aleteia.org/2019/07/22/non-basta-usare-lo-scapolare-per-salvarsi/

Aleteia | Lug 22, 2019

Shutterstock

Un segno è un simbolo, un ricordo, un’evocazione. In questo caso è un promemoria per chi usa devotamente lo scapolare del fatto che Nostra Signora è con noi, ci accompagna e ci promette la sua intercessione se facciamo la nostra parte, visto che la fede cristiana autentica è molto chiara circa la necessità delle opere buone per salvarsi. Qualunque promessa di ausilio per la nostra salvezza presuppone che accogliamo la salvezza con tutto l’impegno della fedeltà a Dio che questo comporta.

Dio stesso ci offre tutti i mezzi di conversione e salvezza, ma non ci obbliga ad accettarli. Rispetta la nostra libertà al punto da permettere che Lo respingiamo, e Nostra Signora, è chiaro, farà tutto ciò che può perché noi suoi figli accogliamo l’Amore di Dio nella nostra vita, ma sempre salvaguardando la nostra libertà di accettazione volontaria e convinta.

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