TRADIZIONI POPOLARI L’ADDIO AI PRESEPI CON LA CANDELORA

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di ALESSANDRA MONTEMURRO
BARI – In occasione della festa della Candelora, che segna la fine del tempo di Natale, il circolo Acli – Dalfino ha deciso di organizzare l’ultima visita ai numerosi presepi della città vecchia, che per tutto il periodo natalizio sono stati oggetto delle visite guidate organizzate dallo stesso circolo. Una tradizione, quella di togliere il presepe il 2 febbraio, che sta cominciando a ritrovare interesse

i ALESSANDRA MONTEMURRO
BARI – In occasione della festa della Candelora, che segna la fine del tempo di Natale, il circolo Acli – Dalfino ha deciso di organizzare l’ultima visita ai numerosi presepi della città vecchia, che per tutto il periodo natalizio sono stati oggetto delle visite guidate organizzate dallo stesso circolo. Una tradizione, quella di togliere il presepe il 2 febbraio, che sta cominciando a ritrovare interesse, anche e soprattutto grazie alla riscoperta delle tradizioni che sta prendendo piede negli ultimi anni. La partenza di quest’ultimo tour è fissata alle 10.30 da piazza Cattedrale, per poi toccare diverse tappe tra i vicoli antichi: la Chiesa di San Marco dei Veneziani, nelle vicinanze della casa dove nacque la Beata Elia di San Clemente, o quella della Trinità davanti al Castello Svevo di Bari, ad esempio.

Tra le tappe del percorso che condurrà tutti i curiosi a scoprire i presepi della città vecchia ci sarà anche l’Arco della Neve, con il famoso balcone di Colino e Marietta (equivalenti baresi di Romeo e Giulietta), da cui un tempo partiva la processione del Gesù Bambino della Strenna (del Gesù Bambino di Praga) voluta dalla nobildonna Maria Iannaci, come voto alla Madonna per chiedere la liberazione del figlio dalla prigionia nei Paesi dell’Est. Un voto che venne esaudito (pare), con la liberazione del figlio della nobildonna che, di ritorno dalla capitale dell’attuale Repubblica Ceca, portò con sé una copia della statua del Bambino Gesù di Praga, dando vita alla tradizionale processione del 2 febbraio, e che viene oggi custodita nella chiesa di San Giuseppe nella città vecchia, originariamente chiamata chiesa di Santa Maria Iannaci, in onore della nobildonna che la fece costruire.

«Che io ricordi, tanti anni fa – racconta la signora Pasquina Fanelli, che vive nella città vecchia da 78 anni insieme alla sorella Cecilia di 84 – quando ero piccola passava questo Gesù Bambino per le strade e la mia nonna faceva le preghiere. Si portava in processione con la banda che suonava e poi veniva riposto”. E subito dopo c’era l’immancabile pranzo a base di “brasciole cu’ sughe”». Domenica tuttavia ci sarà una riscoperta a tutto tondo di quelle che sono le tradizioni legate alla festa della Candelora che, nella tradizione cattolica, consiste nella presentazione di Gesù al Tempio e nella benedizione delle candele, simbolo della «luce per illuminare le genti».

La tradizione popolare vuole che la Candela che si riceve durante la liturgia del giorno, simbolo della Luce di Cristo, venga appesa alle pareti domestiche insieme a 2 immagini di Gesù e della Madonna. In passato la candela della Candelora non doveva essere consumata del tutto, ma veniva riportata in Chiesa perché benedetta, per prendere l’altra. Due antichi detti popolari recitano: «Sand’Andè, Sand’Andè, Natale a vinditrè, responne la Candelore, che stogghe ji angore».
L’altro: «Alla Candelore ce chiove u virnr iè fore, ce non chiove continue angore». Secondo la tradizione questo giorno è considerato anche il giorno della Purificazione di Maria, a 40 giorni dal parto. Secondo l’usanza ebraica, infatti, ogni donna che partoriva un maschio veniva considerata impura per 40 giorni, trascorsi i quali doveva recarsi al Tempio di Gerusalemme per purificarsi. La tradizione popolare barese riproponeva in maniera laica a questa usanza. Alle partorienti entro i 40 giorni si faceva visita e si portava la famosa «La spase» che era una cesta con dentro: pasta fresca, le quadrucce, 2 palumbe o do gaddine, scamorze e uova fresche. Piano piano questa usanza è venuta a scemare, portando solo scamorze poi pesche sciroppate e ora nulla. Conosciuta a Bari come la «Madonne de le palumbe», la Vergine viene venerata nella Chiesa di Sant’Anna.

TRATTO DA https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/526572/tradizioni-popolari-laddio-ai-presepi-con-la-candelora.html

1 FEBBRAIO 2014

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