LA SCALA SANTA CHE GESU’ HA PERCORSO RIAPRIRA’ TRA UN ANNO

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Si dice che Sant’Elena l’abbia portata a Roma dal palazzo di Pilato a Gerusalemme

Per secoli, i pellegrini che visitavano Roma hanno considerato la visita al pontificio santuario della Scala Santa un must nella loro lista dei luoghi da vedere. Lì salgono i gradini marmorei in ginocchio, meditando e pregando sulla Passione di Gesù.

La devozione popolare si basa su un’antica tradizione cristiana che ci dice che Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino, fece trasportare a Roma i 28 gradini che si dice Gesù abbia salito il giorno in cui venne condannato a morte da Ponzio Pilato nel 362.

I pellegrini salgono i gradini, noti come “Scala Pilati” o “Scala Sancta”, sulle ginocchia come atto di penitenza e poi visitano il Sancta Sanctorum, la prima cappella papale privata e alcune delle reliquie più sacre della Chiesa.

Circa 1.700 metri quadri di affreschi con storie dell’Antico e del Nuovo Testamento circondano i gradini. Inseriti nel 1589 da Papa Sisto V per istruire nella fede i pellegrini più illetterati che visitavano la Scala Santa, gli affreschi si sono rovinati e avevano bisogno di un restauro.

“Visto che i fedeli spesso non sapevano leggere o scrivere, le storie venivano illustrate” attraverso le immagini, ha detto al Catholic News Service (CNS) Mary Angela Schroth, curatrice di gallerie d’arte a Roma.

Guardate questo video della Scala Santa prima del restauro. I gradini marmorei sono stati inseriti in una copertura lignea di protezione, con aperture occasionali in cui si poteva toccare il marmo sottostante:

Per il prossimo anno, durante il processo di restauro della scalinata, saranno chiusi al pubblico.

Chi visita oggi la Scala Santa tende a ignorare gli affreschi, ha affermato Paul Encinias, direttore di Eternal City Tours.

“I pellegrini cattolici del XXI secolo non hanno familiarità con le narrazioni artistiche”, ha commentato al CNS, aggiungendo che “non sono abituati agli spunti visivi” che si ritrovano negli affreschi.

Forse il restauro necessario reindirizzerà l’interesse dei pellegrini verso gli splendidi dipinti installati per loro da un Papa cinquecentesco.

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