I FIGLI NON SONO UN “CONTRATTO COMMERCIALE”. GIUDICE FRENA LA REGISTRAZIONE DI DUE GEMELLINI AD UNA COPPIA GAY.

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Sono stati partoriti negli Usa, con la maternità surrogata, da una donna sconosciuta. Il capo della Procura di Pesaro: la legislazione italiana prevede altro

Il 18 aprile 2017 al comune di Gabicce mare, nota località balneare della Riviera romagnola, è avvenuta la trascrizione di due gemellini partoriti in California da una donna sconosciuta, concepiti con ovociti e sperma di donatori al momento altrettanto sconosciuti.

I genitori ufficiali dei due gemellini sono due uomini, indicati da un giudice americano con sentenza in quanto committenti del parto. Si chiamano Andrea Bartolini di 57 anni e Blasco Kifor, bulgaro di 34 anni. Dicono di essersi uniti civilmente in Portogallo (Il resto del carlino, 4 luglio).

“Contratto di natura commerciale”

Il capo della procura di Pesaro, Cristina Tedeschini (nella foto qui sotto), già procuratore aggiunto di Pescara, ha impugnato davanti al giudice civile la trascrizione dei due gemellini. In un’intervista al Resto del Carlino (4 luglio) ha motivato il perché fermare la registrazione.

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«Abbiamo in mano solo un atto che è un contratto di natura commerciale dove una donna sconosciuta mette a disposizione l’utero per portare a termine una gravidanza. Dunque, crediamo che non sia nota la madre biologica, né sembra che sia noto il padre biologico».

L’ordinamento italiano

Negli Stati Uniti tutto questo sembra sufficiente per nominare genitore il committente. «Credo che possa andare bene anche in Russia, Ucraina e in altri Paesi. Ma non in Italia. E noi abbiamo impugnato questa trascrizione chiedendo al tribunale civile di valutarne la compatibilità col nostro ordinamento».

Quello dei due gemellini non è il primo caso simile di maternità surrogata all’estero e richiesta di registrazione dei figli in Italia.

«La procura di Pesaro ha una consolidata caratteristica: si fa carico di valutare la possibilità che esistano problemi sui quali va fermata l’attenzione a tutela dell’interesse della collettività».

L’essere umano

Il giudice dunque va oltre la questione meramente giuridica. «È anche un problema che trascende le norme giuridiche. Senza una madre e un padre biologici, ci può essere compatibilità con quello che noi intendiamo con essere umano? Spezzare l’unione tra ovocita e utero, cosa rimane della maternità?»

La Tedeschini ci tiene a sottolineare che non conosce i genitori dei due piccoli. «Io non li conosco, la procura non ha mai parlato con loro, e non ho espresso alcun giudizio. La nostra preoccupazione sono i due bambini. In questa fase il loro diritto a conoscere la loro provenienza biologica non appare soddisfatta dal contenuto di un contratto di affitto d’utero».

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La richiesta al giudice americano

Il giudice pone una questione: «Perché a che serve applicare regole severissime con le adozioni o nelle separazioni conflittuali e disinteressarci dei bimbi di Gabicce perché in California hanno certificato che hanno due papà?»

L’ordinamento americano «è molto diverso, e per questo chiediamo al giudice civile di integrare quella trascrizione in modo da renderla compatibile col nostro ordine pubblico». Per prima cosa «si faccia istruttoria», e «si interroghino i due signori per rendere note anche a noi tutte le spiegazioni mancanti».

tratto da https://it.aleteia.org/2018/07/06/giudice-ferma-registrazione-figli-a-coppia-gay/

Gelsomino Del Guercio | Lug 06, 2018

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