I FRUTTI DEL PERDONO: LEI SANTA, LUI CONVERTITO

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Oggi il calendario liturgio ricorda Santa Maria Goretti martire morta il 6 luglio 1902 a Nettuno. Vittima di omicidio a seguito di un tentativo di stupro da parte di un vicino di casa, fu canonizzata nel 1950 da papa Pio XII.

«Lei il 6 luglio 1902 ha perdonato colui che l’aveva ferita a morte! E io chi devo perdonare?». Dietro al santino, con l’immagine classica di santa Maria Goretti, risuona l’interrogativo per i fedeli che visitano la Tenda del perdono, chiesa giubilare in questo anno dedicato alla Misericordia. Una misericordia che la piccola santa usò con il suo uccisore, Alessandro Serenelli, già in quel 5 luglio quando, aggredita nella casa delle Ferriere di Conca, vicino Nettuno, prima gli ricordò che stava peccando e poi aggiunse un primo perdono. E ancora il giorno dopo. Interrogata in proposito dal parroco Temistocle Signori, la bambinetta che, nonostante l’operazione e le cure stava morendo, non ebbe esitazioni: «Sì, per amore di Gesù lo perdono e lo voglio con me in paradiso». «Questo è il grande gesto che l’ha resa santa», spiega l’attuale parroco di Santa Barbara, don Luca De Donatis.
Nella cappellina realizzata nella camera dell’ospedale della Madonna del Buon Consiglio, dove Maria morì, è tornato per qualche giorno il corpo della Santa. Ha sostato sotto l’altare nella Tenda del perdono e poi, ancora, nella parrocchia di Santa Barbara dove furono celebrati i suoi funerali e dove oggi è conservata, concessa dal cardinale Loris Capovilla, la veste che la ricoprì ‚fino al 1950. Un tempo entrambe le strutture facevano parte del grande complesso ospedaliero realizzato da fra Giovan Battista Orsenigo. Un percorso allestito accanto alla Tenda, nei locali messi a disposizione dalla suore dell’Istituto religioso della Sacra Famiglia, ricostruisce la vita della santa e i frutti del suo perdono.
Attraverso i disegni originali di Mario Barberis, foto e ritagli dei giornali, si racconta la vita “normale” di una bambina divenuta santa. Fin dalla nascita, avvenuta a Corinaldo, nelle Marche, il 16 ottobre 1890, e poi il trasferimento a Paliamo e, successivamente alle Ferriere di Conca, oggi frazione di Latina, assieme alla famiglia del suo uccisore, i Serenelli. Famiglie amiche tra le quali il rapporto divenne ancora più stretto dopo la morte di Luigi Goretti, il papà di Maria.
«Mamma, non ti preoccupare, Dio non ci abbandonerà. Tu prendi il posto di papà in campagna e io proverò a mandare avanti la casa. Camperemo, vedrai…», dice la piccola a soli dieci anni per consolare sua madre. E, ancora, il momento della Comunione, che Maria anticipa rispetto ai suoi coetanei. Fino al giorno della sua aggressione quando Alessandro, secondogenito dei Serenelli, con la scusa di farsi rammendare dei vestiti attira Maria in casa e tenta di violentarla. Colpita da 14 fendenti con uno squarcio sull’addome di 12 centimetri Maria, ancora cosciente, viene trasportata all’ospedale di Nettuno. Poi un’operazione complicata e apparentemente riuscita.
Fra Martino Guijarro, cappellano dell’ospedale, la confessa prima che entri nella sala operatoria e, la mattina dopo, le chiede se vuole perdonare il suo uccisore. «Lo chiama già uccisore, anche se sono le 11 del mattino e lei morirà nel pomeriggio», sottolinea don Luca. Il frate la iscrive alle Figlie di Maria e le appende al collo la medaglietta con l’indulgenza plenaria in articulo mortis, «per la sua grande devozione alla Madonna». Alessandro viene arrestato e condannato a 30 anni di carcere. Ne sconta 27 continuando a sostenere di essere stato provocato dalla bambina. Solo alla fine, dopo un sogno in cui Maria Goretti gli ricorda di averlo perdonato, ma che deve dire la verità, arriva la conversione.
Alessandro esce dal carcere, lavora come ortolano in una comunità religiosa e, vinto dalla fede, decide di chiedere perdono al mondo. In primis alla mamma di Maria, Assunta. Si getta ai suoi piedi, andando fi‚no a Corinaldo, e la sera stessa i due sono a Messa insieme, la Messa di Natale.
Oggi mamma Assunta e Alessandro sono sepolti nella stessa chiesa: «Questi sono i frutti del perdono», conclude don Luca: «Lei è diventata santa per il perdono dato, lui ha fatto un cammino di conversione grande con un perdono ricevuto».

tratto da  http://www.famigliacristiana.it/articolo/nei-luoghi-di-maria-goretti-i-frutti-del-perdono-lei-santa-lui-convertito.aspx

 

di Annachiara Valle 6 luglio 2017

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