11 febbraio 2013 – 2018 – CINQUE ANNI SUL MONTE – BENEDETTO XVI: LA BARCA DI PIETRO IN MEZZO ALLA TEMPESTA

rinunciaLa vicenda di Papa Benedetto XVI è unica e straordinaria. Joseph Ratzinger, uno dei teologi più grandi, un professore mite e saggio, viene eletto pontefice in un periodo della storia molto complicato.
La scienza, la politica, l’economia, la società, entrano in crisi di credibilità. La Chiesa è scossa da scandali che riguardano la gestione del denaro e i casi di pedofilia. All’apice di questa crisi, Papa Benedetto XVI si dimette. Un evento senza precedenti nella storia moderna.
Viene eletto pontefice il cardinale Jorge Mario Bergoglio, che assume il nome di Francesco. Da cinque anni la Chiesa vive con un Papa regnante ed uno emerito.
Per raccontare il pontificato di Benedetto XVI, i giornalisti Maria Giuseppina Buonanno e Luca Caruso hanno scritto il libro “Joseph Ratzinger Benedetto XVI – Immagini di una vita” (Edizioni San Paolo, 2017).
Per cercare di capire cosa è veramente accaduto durante il pontificato di Benedetto XVI, “Frammenti di Pace” ha intervistato uno dei due coautori: Luca Caruso.
Nato a Catania, Caruso è responsabile dell’ufficio stampa della Fondazione Vaticana “Joseph Ratzinger – Benedetto XVI”. Specializzato in Editoria e Giornalismo con la tesi “Dio nei Tg”, è stato consulente Rai per il programma “La Bibbia giorno e notte”. Ha lavorato per Rai Vaticano e la Libreria Editrice Vaticana. Due suoi saggi sui rapporti tra la televisione, la radio e il sacro sono apparsi nel libro “Editoria, media e religione” (LEV, 2009). È coautore del volume “Giornalismo e religione” (LEV, 2012).
Il libro di cui lei è coautore inizia con le dimissioni di Benedetto XVI, la sua dipartita dal Vaticano, l’atto più drammatico del pontificato di Ratzinger. La questione è ancora controversa. Quali le ragioni che hanno spinto il Papa a dimettersi?
Joseph Ratzinger ha vissuto diverse svolte nella sua esistenza, ad iniziare dal 1977 quando, alla soglia dei 50 anni, dopo una vita trascorsa nello studio e nell’insegnamento universitario, prima a Bonn, poi a Munster, quindi a Tubinga e infine a Ratisbona, arriva la nomina, inattesa, ad arcivescovo di Monaco e Frisinga, da parte di Paolo VI. Nell’81, poi, Giovanni Paolo II lo vuole al suo fianco quale prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, che è poi la nomina decisiva del pontificato wojtyliano.
Più volte, alla scadenza dei suoi mandati, Ratzinger chiede al Papa di essere dispensato dall’incarico, ma Giovanni Paolo II non intende privarsi di un collaboratore così prezioso. Nel 2005 i cardinali in Conclave vedranno in lui la guida sicura cui affidare la conduzione della Chiesa. Ratzinger accetta l’elezione, in pieno spirito di servizio, come ha fatto per tutta la sua vita e governerà con coraggio, pur tra molte difficoltà, per quasi otto anni. Nel 2013, alla soglia degli 85 anni, sentendo di non disporre più delle forze necessarie per espletare il ministero pontificio, e avendo a cuore il bene supremo della Chiesa, decide in coscienza di rinunciare al pontificato e cedere il passo a un successore più giovane e con maggiore energia.
Papa Benedetto faticava già a camminare e, considerato il suo stato di salute, gli erano stati proibiti i viaggi transoceanici. Ciò significava che non avrebbe potuto prendere parte alla Giornata Mondiale della Gioventù di Rio de Janeiro, che si sarebbe svolta pochi mesi dopo. Inoltre, la vita di un Papa è davvero molto intensa: inizia al mattino presto e prevede un ritmo assai serrato, fatto di udienze private e pubbliche, discorsi da pronunciare, documenti e pratiche da visionare, decisioni da prendere. Il Pontefice deve interloquire quotidianamente con i capi Dicastero e i collaboratori della Curia romana, ricevere vescovi, ambasciatori, capi di Stato, presiedere lunghe cerimonie liturgiche, affrontare viaggi nazionali e internazionali molto impegnativi. In certo senso, un Papa non appartiene più a se stesso: è costantemente sotto i riflettori e ogni sua parola, ogni sua espressione, portate alla ribalta mondiale, vengono analizzate, commentate, criticate. All’età di 85 anni, è veramente gravoso sostenere questo ritmo…
Scorrendo la vita e la vocazione del giovane Ratzinger si nota questa sua accentuata propensione alla ricerca teologica ed all’insegnamento. Si può dire che il professor Ratzinger è stato uno dei maggiori ricercatori e insegnanti del rapporto tra fede e scienza? Un uomo che ha indagato e spiegato meglio di ogni altro le ragioni della fede e del credere cristiano?
Per tutta la sua esistenza, Benedetto XVI ha testimoniato la gioia della fede, che apre all’eterno il nostro presente, e la bellezza dell’amicizia con Dio, alla quale dovrebbero ispirarsi anche i rapporti tra gli uomini. “Il cristianesimo dà gioia, allarga gli orizzonti”, ha insegnato tra l’altro.
In lui, raffinato intellettuale mitteleuropeo del Novecento e grandissimo testimone della fede del nostro tempo, fede e ragione hanno trovato una sintesi perfetta, confermandosi “le due ali con le quali lo spirito umano s’innalza verso la contemplazione della verità”, come si legge all’inizio dell’Enciclica “Fides et ratio” di Giovanni Paolo II.
Benedetto XVI è nato il giorno di Sabato Santo del 1927 e quello stesso giorno è stato battezzato. La sua vita, quindi, è stata da subito immersa nel mistero pasquale: non è ancora nella luce piena della Pasqua, ma ne intravede lo splendore e si avvia con fiducia verso di essa. Per tutta la vita ha condotto una ininterrotta ricerca del volto di Dio attraverso lo studio della teologia. Dall’incontro dello studioso con il Dio vivente e dall’analisi della realtà con gli occhi della fede, maturano le risposte alle grandi domande dell’uomo di oggi.
Da Papa ha usato la splendida metafora dello “stare nella rete del Signore” per descrivere l’appartenenza ecclesiale: può capitare di trovarsi accanto a pesci cattivi, ma è la fiducia in Dio a dare forza all’uomo. E “chi crede in Dio – ripete Benedetto XVI – non è mai solo”, né nella vita, né nella morte.
Intervista a cura di Antonio Gaspari
(Fine prima parte)
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