L’ANNO “EMERITO ” DI RATZINGER

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Benedetto XVI ha scelto il silenzio assoluto sulle questioni riguardanti la Chiesa cattolica. Il Papa Emerito – però – nel 2017 qualcosa ha detto

Benedetto XVI ha scelto il silenzio e con esso di non intervenire sulle questioni riguardanti la Chiesa cattolica. Joseph Ratzinger è solito ricevere alcune persone – non necessariamente appartenenti all’insieme dei “ratzingeriani” – al fine di restare informato sulle vicende ecclesiali, geopolitiche e culturali.

Ma il Papa Emerito – sulla divisione dottrinale – non si è mai espresso. Chi ha avuto modo di parlare con persone “decisamente informate sui fatti” ha scritto su Facebook che Ratzinger: “Ci tiene a farsi raccontare nel dettaglio il quadro delle situazioni, specialmente le problematicità. Ma quando l’interlocutore inizia a incalzarlo nella direzione di un suo qualsiasi coinvolgimento, anche il più simbolico, discreto e indiretto possibile, il Papa Emerito esclama: “E adesso preghiamo”, e mette fine alla conversazione”. Benedetto XVI – nonostante sia diventato (suo malgrado) il simbolo di coloro che si oppongono Papa Francesco – non sta ricoprendo alcun ruolo nel contrasto tra “conservatori” e “progressisti”. L’ anno che Ratzinger si lascia alle spalle – però – non è stato privo di notizie sul suo conto. Nonostante non parli, il Papa tedesco è sempre al centro della scena.

La prefazione al libro del cardinal Sarah ha fatto scalpore. Il porporato africano è considerato un uomo emarginato da Bergoglio per via della sua appartenenza alla corrente del tradizionalismo dottrinale. Nella prefazione a “La forza del silenzio”, Ratzinger ha scritto: “Così come per l’interpretazione della Sacra Scrittura, anche per la liturgia è vero che è necessaria una conoscenza specifica. Ma è anche vero della liturgia che la specializzazione può mancare l’essenziale a meno che non sia radicata in una profonda, interiore unione con la Chiesa orante, che sempre di nuovo impara dal Signore stesso cosa sia l’adorazione”. E ancora: “Con il cardinale Sarah, maestro del silenzio e della preghiera interiore, la liturgia è in buone mani”. Molti hanno interpretato queste parole come un modo di proteggere il cardinal Sarah dal rischio di essere rimosso dalla Congregazione di cui è prefetto, quella per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. E sempre il porporato africano – solo qualche settimana fa – ha pubblicato su Twitter una foto che lo ritrae affianco al Papa Emerito: l’ultima fotografia pubblica di Joseph Ratzinger. Sembrerebbe che Benedetto XVI abbia voluto dire cosa pensa sull'”esautorazione “di questo uomo di Chiesa, pur senza proferire una parola in merito.

Ma il 2017 è stato anche l’anno in cui è stato pubblicato il rapporto finale dell’inchiesta sugli abusi ai danni di minori perpetrati nel coro di Ratisbona, dove 67 bambini avrebbero subito violenze sessuali tra il 1953 e il 1992. Georg Ratzinger – il fratello del Papa Emerito – è stato direttore di quel coro per 30 anni. Alcuni hanno interpretato questa notizia come l’ennesimo attacco orchestrato ad arte contro Ratzinger. Ettore Gotti Tedeschi – intervistato da IlGiornale.it – ha risposto così ad una domanda su questa vicenda: “…. E’ una modalità peraltro utilizzata anche negli Stati uniti circa 10 anni fa per far emergere gli scandali della pedofilia e chiedere rimborsi milionari alla Santa Sede. E per i quali si chiese persino di interrogare Papa Ratzinger . Benedetto XVI è uno dei più grandi Papi della storia della Chiesa, destinato a esser considerato “magno”. Gli si attribuisce un solo difetto: essere stato un Papa restauratore e conservatore, attributi che oggi sono diventati un male assoluto…”. E sempre il 2017 – infine – è stato l’anno in cui – all’interno di un messaggio per la morte del cardinale Meisner – Ratzinger ha scritto: “Ma la cosa che più mi ha commosso è che ha vissuto in questo ultimo periodo della sua vita…sempre di più la certezza profonda che il Signore non abbandona la sua Chiesa, anche se a volte la barca si è riempita fino quasi a capovolgersi…”. Parole, queste, che alcuni hanno letto come una disamina indiretta sullo stato di salute della Chiesa cattolica. Benedetto XVI – insomma – pubblicamente non parla più, se non per mezzo delle prefazioni e di qualche, sporadico, messaggio. Si sta per chiudere – infine – l’anno delle voci sulla salute di Ratzinger: quei rumors che il Vaticano ha immediatamente smentito. Il 2017: un altro anno senza Benedetto, ma solo dal punto di vista formale.

tratto da il Giornale.it

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