LETTERA APERTA A PAPA BERGOGLIO, RICORDANDO LA “CARITAS IN VERITATE” DI BENEDETTO XVI: Caro Papa, non può insegnarci la morale chi ha provocato la crisi ambientale

Beatissimo Santo Padre,

mi permetta di rivolgermi direttamente a Lei dopo aver seguito il dibattito e tante dichiarazioni – anche di uomini di Chiesa – riguardo alle tematiche ambientali e dello sviluppo.

Credo sia importante fugare ogni ambiguità e dire con chiarezza che la vera responsabilità degli squilibri socioeconomici che hanno prodotto povertà diffusa e la conclamata crisi ambientale, si trova nelle tesi dei cosiddetti neomalthusiani e affini, che oggi sembrano venir proposti per contribuire persino a dare indirizzi morali per affrontare il problema ambientale ed economico. Poiché sappiamo bene che se una diagnosi è sbagliata o falsata, la prognosi sarà altrettanto sbagliata.

La crisi economica in corso e gli squilibri ambientali verificatisi negli ultimi decenni, sono stati originati dalla applicazione delle teorie neomalthusiane (divulgate all’inizio in più università americane negli anni 1970-80) che hanno ispirato e “forzato” il crollo delle nascite nel mondo occidentale.

Ma come può crescere realmente e sostenibilmente il Pil (Prodotto interno lordo), se la popolazione non cresce? In realtà (illusioni a parte) può accadere solo facendo crescere i consumi individuali. Perciò per correggere e compensare i rischi del conseguente crollo della crescita del Pil, fu adottato il cosiddetto “modello consumistico”. In una società matura e con morale relativizzata (nichilista) non è stato difficile proporre all’uomo occidentale, quale vera e principale soddisfazione, quella materiale–consumistica. Ma per soddisfare l’esigenza di consumismo diffuso, si sono anche creati i presupposti di povertà e di sfruttamento dell’ambiente. Ciò è avvenuto deindustrializzando i paesi occidentali, troppo costosi produttivamente, e delocalizzando: trasferendo cioè produzioni in paesi a basso costo di mano d’opera, ancora impreparati alla tecnologia protettiva dell’ambiente.

Per far consumare di più si è anche stimolata la trasformazione del risparmio in consumo, sottraendo al sistema bancario una base monetaria per il credito e soprattutto privando le famiglie di autoprotezione. La crescita zero della popolazione, auspicata dai neomalthusiani (due figli a coppia) ha poi determinato il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione, con conseguente crescita dei costi fissi (sanità e pensioni) compensati da equivalente crescita delle tasse, che han prodotto riduzione dei redditi, degli investimenti e crescita del debito.

Per evitare il collasso conseguente nella crescita economica si è forzata sempre di più la crescita dei consumi, e sempre più a debito. Ma si è forzata anche la crescita della produzione delocalizzata, meno attenta allo sfruttamento dell’ambiente. L’origine della crisi economica, della povertà incombente e degli squilibri ambientali, sono conseguenza di questa dottrina neomalthusiana.

Come potrebbe essere ora questa stessa dottrina a risolvere i problemi che ha creato? Il rischio è che questa si preoccupi invece di far mancare il sostegno alla vera crescita economica: quello alla famiglia e alla crescita equilibrata e consapevole del numero di figli. Così mancheranno ancor più le risorse per riequilibrare le strategie produttive globali e investire in tecnologia pro-ambiente. Mancheranno sempre più le risorse per mantenere i vecchi, creare lavoro per i giovani e proteggere i più deboli.

Ma come si può pensare che una cultura neomalthusiana e abortista che nega la sacralità della vita umana e considera l’uomo animale intelligente, frutto dell’evoluzione di un bacillo, ma cancro della natura e orientato solo a consumare, possa elaborare progetti per l’ambiente e per l’uomo? Come si può pensare di riferirsi a soluzioni per l’ambiente proposte da chi vede una pseudo soluzione ambientale-economica prioritaria verso la vera soluzione di consapevolizzazione morale dell’uomo attraverso una maturazione spirituale ed intellettuale?

Ciò che in più stiamo rischiando, tollerando soluzioni malthusiano-ambientaliste, è permettere all’ambientalismo di affermarsi quale religione universale nel mondo globale dove coesistono diverse culture religiose. Questo ambientalismo malthusiano rischierà di creare maggiore povertà, maggiori squilibri socioeconomici e minor tutela vera dell’ambiente.

San Francesco amava le creature e l’ambiente, quali opere del suo amato Creatore, secondo il fine da Lui previsto.

Perciò confido in Lei, Beatissimo Padre, con filiale devozione.

Ettore Gotti Tedeschicaritas_in_veritate

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Un pensiero su “LETTERA APERTA A PAPA BERGOGLIO, RICORDANDO LA “CARITAS IN VERITATE” DI BENEDETTO XVI: Caro Papa, non può insegnarci la morale chi ha provocato la crisi ambientale

  1. Il problema ambientale, con carattere generale, ho capito, è una conseguenza dell uomo, cioè la sua radice più profonda, alienazione da Dio e quindi del suo piano, l’equilibrio del creato.
    Questo è evidente nella situazione attuale come l’uomo lontano dai precetti divini ha provocato solo l’alterazione della vita in tutte le sue manifestazioni.
    Qualsiasi piano ambientale richiede, come sostenuto da molti specialisti, dalla considerazione di una molteplicità di cause interconnesse ed un’analisi sensibile e richiede reponsabile diagnosi dei problemi , cause ed effetti, obiettivi, soluzioni e alternative , la preparazione della matrice in un quadro logico e non solo lo spazio geografico, ma colpisce tutto ciò, cioè una diagnosi socio-economica, culturale; giuridico e istituzionale; beneficiario interessato la popolazione, la definizione di possibilità e limitazioni nella soluzione di problemi, tentativi precedenti, definizione del problema finale, etc.
    Tuttavia chi di loro appaiono progetti di maggior successo, ho capito che il problema si verifica quando pretensas cercano soluzioni appaiono solo e non sono destinati a erradicacio o attenuare il problema.
    L’intenzione, che è, come lo spirito nella emanazione di leggi, determina in ultima analisi, ottenendo risultati benefici o No.-
    Ci sono innumerevoli persone con capacità tecnica e scientifica nel mondo, desiderosi di raggiungere restabecimiento di giustizia e di equilibrio sociale-umano-ecologici; sorgono difficoltà e spesso in coloro che hanno il potere decisionale nel loro realizzazione o falsa dichiarazione, in onestà o di corruzione.
    Si tratta di un problema, non parziale ma d’ecologia integrale.
    Diffondere le buone progetti, idee basate sul raggiungimento della vera equità ed equilibrio, oggi più che mai , con i mezzi a disposizione delle persone di buona volontà a capire è, efficace rimedio della lotta contro le teorie che cercano di mascherare la realtà.
    Contrastare il male con il bene, la consapevolezza, educare, partecipare.

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