BRIGIDA DI SVEZIA , UNA SANTA PER L’EUROPA

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La “Mistica del nord” rimproverava papi e re e operava per la pace del continente

Roma era ridotta a uno spettacolo desolante: strade piene di fango ed erbacce, popolate di rospi e vipere. Un clero avido e dalla moralità discutibile sembrava essere lo specchio della decadenza cittadina. Apparve così la Città eterna agli occhi della nobile Brigida quando vi giunse dalla Svezia nel 1349. Si avvertiva la mancanza della presenza del pontefice, Clemente VI, che aveva continuato la scelta dei predecessori iniziata nel 1309 di stabilire la sede di Pietro ad Avignone, in Francia. Invano la stessa Brigida aveva esortato con le sue lettere il papa a riportare la sede pontificia a Roma. Allo stesso modo aveva inviato lettere e messaggi ai sovrani di Francia e Inghilterra perchè mettessero fine a quella che sarebbe stata chiamata la “Guerra dei cent’anni” (1339-1453) e si era recata dai sovrani svedesi per portare loro personalmente gli “ammonimenti del Signore”. La pace del suo paese, dell’Europa e della Chiesa era la sua missione, quella che Gesù stesso le aveva indicato nelle visioni.

ALLA CORTE DI RE MAGNUS

Discendente dalla famiglia reale dei Folkungar, Brigida (1303-1373) aveva trascorso la giovinezza in un ambiente aristocratico – suo padre era “lagman” cioè giudice e governatore della regione dell’Upplan – e molto religioso. Questo stesso patrimonio di fede vissuta nel quotidiano ella condividerà con il marito Ulf Gudmarsson, lagman di Närke, a cui darà otto figli. I due coniugi, destinati a restare insieme per 28 anni, intraprendono lunghi pellegrinaggi religiosi in tutta Europa e scelgono di diventare terziari francescani. Grazie al suo direttore spirituale, Matthias, dottore in teologia nell’Università di Parigi, Brigida entra in contatto con il ricco contesto intellettuale europeo del tempo. Dama di corte della regina Bianca, moglie di Magnus Eriksson, Brigida si trova ad avere per qualche tempo una certa influenza sulla politica svedese.

MESSAGGERA DEL GRAN SIGNORE

Alla morte di Ulf nel 1344, Brigida si ritira in un edificio annesso al monastero circestense di Alvastra dove resta per quasi tre anni. E’ qui che, dopo aver meditato a lungo i divini misteri della Passione del Signore e dei dolori e delle gioie di Maria, inizia un’esperienza mistica con visioni di Cristo che, in una di esse, la elegge “sua sposa” e “messaggera del gran Signore”. Le illuminazioni che derivano da questa esperienza che la accompagnerà fino alla morte saranno raccolte negli otto volumi delle “Rivelazioni” che Brigida detterà a padre Matthias e ad altri direttori spirituali. In proposito Giovanni Paolo II ha scritto: “…riconoscendo la santità di Brigida, la Chiesa, pur senza pronunciarsi sulle singole rivelazioni, ha accolto l’autenticità complessiva della sua esperienza interiore“.

L’ORDINE DEL SS. SALVATORE

Ad Astra Brigida concepisce l’idea di fondare un nuovo Ordine religioso – detto del SS. Salvatore – composto da “monasteri doppi”, cioè con religiosi e suore, secondo una proporzione numerica (25 e 60) dalla complessa simbologia che fa riferimento alla Chiesa primitiva riunita nel Cenacolo intorno a Maria. Nei monasteri ideati da Brigida i religiosi vivono separati dalle monache e si incontrano solo nella chiesa per la preghiera comune, ma sono tutti sotto la guida di un’unica badessa, rappresentante la Santa Vergine e con un confessore generale.

UN AMMONIMENTO PER IL PAPA

A Roma, quindi, nel 1349 Brigida si reca in vista dell’Anno santo del 1350– era stato proprio lei a sollecitarlo e Clemente VI a disporre che da allora fosse celebrato ogni 50 anni e non 100 come aveva stabilito Bonifacio VIII – e per richidere l’autorizzazione per il nuovo Ordine religioso, che arriverà, però, solo nel 1370 con papa Urbano V. Questi, nel 1367 era tornato per breve tempo da Avignone, ma nel 1370 era ripartito per la Francia, nonostante che Brigida – che continuava a tempestare di ammonimenti i pontefici perchè ristabilissero la sede pontificia a Roma – gli avesse predetto che sarebbe andato incontro a una morte precoce se l’avesse fatto. In effetti, appena giunto ad Avignone, il 24 settembre 1370 il papa morì. Sarà un’altra santa, Caterina da Siena, ad ottenere il rientro definitivo dei pontefici con Gregorio XI nel 1377, poco più di tre anni dopo la morte di Brigida avvenuta il 23 luglio 1373.

PELLEGRINA IN TERRA SANTA

Da Roma, dove si era stabilita definitivamente in una casa offertale da una nobildonna romana nei pressi di Campo de’ Fiori, Brigida si recò inpellegrinaggio in vari santuari del Centro e Sud Italia: Assisi, Ortona, Benevento, Salerno, Amalfi, Monte sant’angelo sul Gargano e Bari. Dopo l’approvazione del suo Ordine, intraprese il pellegrinaggio più ambito verso la Terra Santa e Gerusalemme dove soggiornò per quattro mesi nel 1372 e dove contrasse la malattia che l’avrebbe portata alla morte al suo ritorno a Roma. Accanto a lei, la figlia Caterina, che nel 1350 era rimasta vedova e da allora aveva condiviso il suo ideale di vita ricevendo in custodia l’Ordine del SS. Salvatore. Le spoglie di Brigida furono, dopo un breve periodo, trasportate in Svezia a Vadstenala prima sede del suo Ordine, ma alcune reliquie sono rimaste a Roma nella Chiesa di san Lorenzo in Panisperna e presso le clarisse di san Martino ai Monti.

LA “MISTICA DEL NORD”

Brigida di Svezia fu proclamata santa il 7 ottobre 1391 da papa Bonifacio IX. Papa Giovanni Paolo II, il 1° ottobre 1999, la proclamò compatrona d’Europa così come Caterina da Siena e santa Teresa Benedetta della Croce-Edith Stein. Dal 1891, inoltre, santa Brigida è patrona della Svezia. La “Mistica del nord” – ha sottolineato il santo pontefice polacco – ci ricorda che, solo radicandosi nei valori permanenti del Vangelo, la società può costruire qualcosa di effettivamente valido per ogni epoca“. Per l’allora card. Ratzinger, oggi papa emerito Benedetto XVI, il tratto caratteristico di santa Brigida sta nell’essere “particolarmente ‘cattolica’, nella misura in cui intendiamo per cattolico apertura alla totalità, all’ampiezza e alla profondità della fede“.

Le “BRIGIDINE”

Si riconoscono per il tipico copricapo con due bande formano sul capo una croce, i cui bracci sono uniti da una fascia circolare e con cinque fiamme, una al centro e quattro sul bordo, che ricordano le piaghe di Cristo: le religiose dell’Ordine del SS. Salvatore sono dette comunemente “brigidine“. Nel periodo della Riforma, l’Ordine dei “monasteri doppi” fondato da santa Brigida che aveva conosciuto un grande fioritura per due secoli nei paesi scandinavi, iniziò un lento declino. Un ritorno decisivo allo spirito della Regola di S. Brigida, approvata da Urbano VI come integrazione della Regola di sant’Agostino, si deve, all’inizio del secolo scorso, a Madre Maria Elisabetta Hesselblad, luterana svedese, convertitasi alla fede cattolica in America, a sua volta beatificata da Giovanni Paolo II il 9 aprile 2000. Ella diede il via al ripristino dell’Ordine brigidino nel ramo femminile che “pur aggiornato, secondo le istanze dei nuovi segni dei tempi, rimase fedele alla tradizione brigidina per l’indole contemplativa, la celebrazione solenne della liturgia, l’aspetto apostolico e l’impegno costante ad operare per l’unità della Chiesa con una piena adesione e devozione al Romano Pontefice“. Nel 2011 le “brigidine” hanno festeggiato 100 anni di vita dalla fondazione. L’Ordine è oggi presente in 3 continenti (Italia, Svizzera, Inghilterra, Svezia, Danimarca, Norvegia, Finlandia, Estonia, Polonia, Germania, Paesi Bassi, India, Palestina, Israele, Filippine, Indonesia, Stati Uniti, Messico, Cuba) con 50 case e conta circa 700 religiose. Alla guida dell’Ordine è Madre Tekla Famiglietti, 4ª Abbadessa Generale. La casa romana dell’Ordine, a piazza Farnese, ha ricevuto nel 2015 l’attestazione di “Casa di vita” dalla Fondazione internazionale Raul Wallemberg per l’opera svolta da madre Maria Elisabetta Hesselblad, riconosciuta “giusta delle nazioni” nel 2004, a favore di alcuni ebrei italiani che, insieme alle consorelle, nascose dalla persecuzione nazista nel monastero di santa Brigida proteggendoli fino al 4 giugno 1944, data della liberazione di Roma.

LA CORONA BRIGIDINA

Fu santa Brigida a idearla e diffonderne l’uso ottenendo dal Papa Urbano V approvazione e indulgenze. Si recita in onore della SS. Vergine e in memoria dei 63 anni, che si crede abbia vissuto sulla terra. La coroncina è composta di sei decine di Ave Maria, con un Pater e un Credo (degli apostoli) alla fine di ciascuna decina. Dopo si aggiungono un Pater, che è il settimo, in commemorazione dei sette dolori e delle sette allegrezze della SS. Vergine, e tre Ave Maria, che compongono il numero di 63. Dei sei misteri Gaudiosi, il primo è l’Immacolata Concezione. Il sesto dei misteri Dolorosi è Gesù Morto tra le braccia della Sua Madre. Il sesto dei misteri Gloriosi è la Protezione di Maria. I pontefici, nel corso del tempo, hanno arricchito la devozione della coroncina brigidina con indulgenze confermate da Papa Benedetto XIV, con suo Breve del 15 gennaio 1743.

LE ORAZIONI DI SANTA BRIGIDA

Nei testi delle “Rivelazioni” Brigida racconta che, desiderando conoscere il numero esatto di colpi ricevuti da Gesù durante la sua Passione, durante una delle apparizioni Gesù stesso le avrebbe rivelato di aver ricevuto 5480 colpi e che, se si fosse voluto onorarli, si sarebbero dovuti recitare quindici orazioni per un anno, insieme ad altre preghiere.

tratto da Chiara Santomiero/Aleteia | Lug 23, 2015

 

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