AUSTRIA FELIX. PROVE DI RIBELLIONE AL PAPA. TRECENTO PARROCI, SEI ANNI FA PUBBLICANO IL LORO “APPELLO ALLA DISOBBEDIENZA”, SECONDO COSCIENZA ED IN MANIERA AUTONOMA DA ROMA….

«Il rifiuto da parte di Roma di una riforma della Chiesa da tempo necessaria e l’inerzia dei nostri vescovi» sono all’origine di un manifesto, intitolato Appello alla disobbedienza e pubblicato il 19 giugno 2011, in cui circa 300 parroci austriaci radunati sotto la sigla «Iniziativa dei parroci» dichiarano che d’ora in avanti agiranno «secondo coscienza» e
in maniera autonoma rispetto alla disciplina ecclesiastica circa punti qualificanti l’identità della Chiesa cattolica, tra cui la comunione ai divorziati risposati e l’ordinazione sacerdotale delle donne e degli uomini sposati. All’iniziativa hanno risposto, criticando la rinuncia unilaterale agli impegni presi e l’attacco portato all’unità della Chiesa universale, il presidente della Conferenza episcopale austriaca card.Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna, nell’articolo intitolato «Appello all’unità» del 7 luglio 2011, e il vicepresidente mons. Egon Kapellari, vescovo di Graz, in un comunicato del 28 giugno dello stesso anno.

Di seguito il tasto, nella traduzione italiana:

APPELLO ALLA DISOBBEDIENZA

Iniziativa dei parroci

Il rifiuto da parte di Roma di una riforma della Chiesa da tempo necessaria e l’inerzia dei nostri vescovi non solo ci permettono, ma anzi ci obbligano a seguire la nostra coscienza e ad attivarci in maniera autonoma.
Noi preti vogliamo porre in futuro i seguenti segni:
1. Diremo in futuro in ogni messa una preghiera per la riforma della Chiesa. Prendiamo sul serio la parola della Bibbia: chiedete e vi sarà dato. Davanti a Dio c’è libertà di parola.
2. Non rifiuteremo in linea di principio l’eucaristia a credenti di buona volontà. Questo specialmente per divorziati risposati, per membri di altre Chiese cristiane e, in alcuni casi, anche a cattolici che sono usciti dalla Chiesa.
3. Eviteremo, se possibile, di celebrare nelle domeniche e nei giorni festivi più di una messa o di incaricare preti in viaggio o provenienti da fuori. Meglio una liturgia della Parola autogestita che tournée liturgiche.
4. In futuro considereremo una liturgia della Parola con distribuzione della comunione come un’«eucaristia senza prete» e così la chiameremo. In questo modo assolveremo il nostro obbligo domenicale in tempo di scarsità di preti.
5. Rifiuteremo anche il divieto di predicare stabilito per laici competenti e formati e per donne insegnanti di religione. È proprio in tempi difficili che è necessario annunciare la parola di Dio.
6. Ci impegneremo affinché ogni parrocchia abbia un suo responsabile: uomo o donna, sposato o non sposato, a tempo pieno o parziale. Questo però non attraverso fusioni di parrocchie, ma attraverso un nuovo modello di prete.
7. Ci avvarremo perciò di ogni opportunità per esprimerci pubblicamente a favore dell’ordinazione di donne e persone sposate. Vediamo in queste persone colleghe
e colleghi benvenuti in servizio pastorale.
Infine ci sentiamo solidali con quei colleghi che a causa del loro matrimonio non possono più svolgere il loro ministero, ma anche con quelli che nonostante una relazione continuano a fornire il loro servizio come preti. Entrambi i gruppi con la loro scelta seguono la loro coscienza – come facciamo noi con la nostra protesta. In loro, come anche nel papa e nei vescovi, vediamo i «nostri fratelli». Non sappiamo cos’altro debba essere un «confratello». Uno è il nostro Maestro, ma noi tutti siamo fratelli. «E sorelle», si dovrebbe dire  però tra cristiane e cristiani. Per questo vogliamo impegnarci, per questo vogliamo esprimerci, per questo vogliamo pregare. Amen.
Domenica della Trinità, 19 giugno 2011.

http://www.pfarrer-initiative.at/VI-IT-ART-21181-duomo-s-stefano-vienna

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2 pensieri su “AUSTRIA FELIX. PROVE DI RIBELLIONE AL PAPA. TRECENTO PARROCI, SEI ANNI FA PUBBLICANO IL LORO “APPELLO ALLA DISOBBEDIENZA”, SECONDO COSCIENZA ED IN MANIERA AUTONOMA DA ROMA….

  1. Aveva ragione Lefebvre, Dio se aveva ragione! Dovrebbero canonizzarlo per tutto il bene che ci ha lasciato e che tutti gli altri distruggono, per tutto quello che ha dovuto soffrire e sopportare prima di morire: tutto per difendere la vera Chiesa di Cristo.

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  2. Dio sostituito dalla coscienza personale di ognuno di noi. Al punto 4 sull’eucarestia: andiamo tutti fraternamente in pizzeria che è meglio! Che DIO abbi pietà di noi, mi rimetto nelle sue mani, io e tutti quelli che amo e quelli che non abbandoneranno i suoi insegnamenti ne adesso, in questo clima di corruzione, ne mai.

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