DAL BLOG ROSSOPORPORA….QUALCHE NOTA DI GIUSEPPE RUSCONI SUL CONVEGNO “FARE CHIAREZZA” SU “AMORIS LAETITIA”, TENUTOSI IL 22 APRILE A POCHI PASSI DA PIAZZA SAN PIETRO, UNA SFIDA AL CONFORMISMO DOMINANTE E ALLA RASSEGNAZIONE…..

Sabato 22 aprile l’Hotel Columbus in via della Conciliazione ha ospitato il Convegno internazionale tutto laico ‘Fare Chiarezza’ a un anno dalla promulgazione della controversa esortazione post-sinodale ‘Amoris laetitia’. Alcune considerazioni su un evento inedito, di cui protagonista è stata la ‘parresìa’, la franchezza tanto auspicata da papa Francesco in materia ecclesiale.

 Quella lanciata pubblicamente sabato 22 aprile a pochi passi da San Pietro (Hotel Columbus, via della Conciliazione) dai media cattolici La Nuova Bussola Quotidiana’ e ‘Il Timone’ – diretti ambedue da Riccardo Cascioli – si poteva ben considerare una sfida difficile.

Sfida a chi, a che cosa? Al conformismo dominante anche in ambito cattolico, per cui… ma chi te lo fa fare? Meglio non andare a cercar rogne… non si sa mai come loro reagiranno. Alla rassegnazione, che sembra pervadere larghe fasce di un cattolicesimo sostanzialmente stanco: inutile andare al Columbus… tanto che cosa cambierà? Il dado è tratto e Santa Marta andrà avanti per la sua strada! Al lungo e 14-febbraio-Concistoro-ordinarioperdipiù ben soleggiato fine settimana (che si conclude domani con il 25 aprile), per cui molti si erano già impegnati con la famiglia per qualche giorno fuori porta, in collina o in riva al mare.

Eppure… erano in 150, oltre ad almeno una ventina di giornalisti, i coraggiosi che hanno popolato le sale del Columbus per ascoltare sei relatori certo perplessi su determinate affermazioni contenute nell’esortazione postsinodale ‘Amoris laetitia’, ma ancor più su tutto un modo di condurre la Chiesa da parte di papa Francesco.

Mettendo in atto una pratica antica, i media turiferari avevano tentato di ignorare l’avvenimento di sicuro interesse giornalistico: per la prima volta a un tiro di schioppo da san Pietro si svolgeva un Convegno internazionale tutto di laici (senza ‘accompagnatori’ ecclesiastici) per esprimere con ragionata franchezza la loro preoccupazione sull’andamento delle cose nella Chiesa odierna. Mamma mia, che paura deve aver preso qualche illustre dei Sacri Palazzi…e allora: sopire, troncare… troncare, sopire, così sussurrava nei ‘Promessi Sposi’ il Conte zio al padre provinciale cappuccino, auspicando il trasferimento dello scomodo padre Cristoforo a Rimini.

Il fatto è che la tattica collaudata si è rivelata fallimentare. Il 17 aprile il ‘Times di Londra è uscito con un articolo di Philip Willan (pur critico), bissato e ampliato il giorno dopo dallo stesso autore su ‘Italian Insider e seguito da un altro articolo (critico anch’esso) di Marco Politi nel suo blog de “Il Fatto quotidiano”. A quel punto anche il sito paravaticano “Il Sismografo (diretto da Luis Badilla, noto cultore dell’informazione di tipo sovietico, in salsa castrista e condimento allendista) ha dovuto prendere atto degli sviluppi imprevisti e pubblicizzare il Convegno almeno indirettamente attraverso le critiche di Politi. Il silenzio degli organi ufficiali è però proseguito, con l’eccezione della rubrica ‘Lupus in pagina’ di ‘Avvenire’, il cui titolare Gianni Gennari ha fatto una bella pubblicità al Convegno, anch’egli pur criticandolo. Non sono mancate le irrisioni verso l’avvenimento, come quella di siti del melmoso sottobosco vaticano che hanno prefigurato il ‘raduno’ degli ‘oppositori di Bergoglio’ in una ‘saletta’ del Columbus. Il consiglio per costoro è che come minimo restaurino la loro sfera di cristallo.

Per restare in ambito mediatico, si devono poi annotare le presenze al Convegno di diversi giornalisti piuttosto ‘allineati’ con Santa Marta. Il frutto ad esempio è nei corposi articoli di cronaca (sostanzialmente onesta) apparsi sabato 22 a firma di Giacomo Galeazzi su ‘Vatican Insider (il contenitore religioso non certo anti-bergogliano de ‘La Stampadi Torino) e domenica 23 sulla rivista dei Gesuiti statunitensi ‘America, a firma di Gerard O’ Connell (tra l’altro marito dell’argentina Elisabetta Piqué, corrispondente de La Nacion di Buenos Aires e vicina a Jorge Mario Bergoglio). Sono attesi poi i commenti di altri colleghi assai ‘bergogliani’ difficilmente definibili come cattolico-conservatori, tipo Luigi Sandri e Luigi Accattoli. A proposito di quest’ultimo: il quarto round del dibattito in corso su papa Francesco Accattoli-Rusconi si svolgerà giovedì 27 aprile presso il Centro Russia Ecumenico (Borgo Pio, 141), con inizio alle 17.00. E l’incontro avrà come titolo, non certo a caso:”Francesco dalla folla di Milano al Convegno ‘Fare chiarezza’: crescono i pro e i contro”.

Come si è svolto il Convegno? Aperto da Riccardo Cascioli, si è sviluppato con le relazioni di Jűrgen Liminski (Germania, “Indissolubilità del matrimonio, un bene per la società”), Douglas Farrow (Canada, “Le radici della crisi attuale”), Claudio Pierantoni (Roma-Cile, “La necessaria coerenza tra Magistero e Tradizione: esempi storici”). Dopo la pausa-pranzo i lavori sono ripresi con Jean Paul Messina (Camerun, “Universalità della dottrina e contesti locali: il caso delle Chiese d’Africa”), Anna Silvas (Australia, “A un anno da ‘Amoris laetitia’: una parola al momento giusto”), Thibaud Collin (Francia, “Una questione di coscienza”). La conclusione è giustamente toccata a Riccardo Cascioli. Il testo delle relazioni in lingua originale (tre in francese, due in inglese, quella di Pierantoni in italiano) è disponibile tra l’altro sia sul sito de ‘La Nuova Bussola Quotidiana” che su quello di Magister (“Settimo cielo”). Una sintesi ragionata e divisa per argomenti di quanto detto, a firma di Andrea Zambrano, si può assaporare su ‘La Nuova Bussola Quotidiana’.

A noi preme proporre alcune annotazioni.

La prima: il Convegno è stato un’espressione inedita di vitalità laica, perdipiù internazionale. In sala erano presenti alcuni sacerdoti e religiosi (benvenuti!) ma nessun vescovo o cardinale e i lavori sono stati promossi e condotti solo da laici, non certo in funzione subalterna ai chierici (a dire la verità questo è in piena linea con i ‘desiderata’ conciliari).

La seconda: il Convegno non è stato un atto pubblico di ammutinamento contro papa Francesco, né gli si è posto un ultimatum e nemmeno è stato un primo passo verso uno scisma, come prospettato da turiferari d’ogni genere.

La terza: nel Convegno si è palesata un’assunzione piena e pubblica di responsabilità verso la comunità ecclesiale da parte dei laici presenti. Un’assunzione di responsabilità dettata da amore verso la Chiesa e fedeltà verso la dottrina sociale maturata nei secoli.

La quarta: i relatori hanno parlato con ‘parresìa’, quella franchezza spesso auspicata anche da papa Francesco che sola può permettere una maturazione vera del laicato.  I relatori hanno evidenziato la confusione regnante nella Chiesa odierna a causa di quelle che appaiono come  incertezze del Magistero su punti fondamentali della dottrina sociale, specialmente in materia di famiglia, matrimonio, vita. In genere sui rapporti tra la norma e la sua applicazione. Se la prassi contraddice la norma, quest’ultima viene svuotata di ogni contenuto con grave danno per i punti qualificanti del cattolicesimo. Gli accenti dei relatori sono stati – all’interno delle perplessità condivise da tutti – anche diversi: i presenti hanno ad esempio applaudito tre volte a scena aperta la relazione di Claudio Pierantoni, di una competenza riconosciuta e di una logica stringente aliena da sfumature edulcoratrici.

La quinta: dal Convegno è uscito con insistenza il desiderio che il Papa risponda in tempi brevi – privatamente o pubblicamente – ai ‘Dubia’  presentatigli da alcuni cardinali (quattro i firmatari ufficiali, diversi altri hanno condiviso). Si è detto con forza che “non si può più attendere”, dato che la confusione di molti fedeli in materia di famiglia, matrimonio, sacramenti si accresce giorno dopo giorno.

La sesta: si può legittimamente ritenere che gli echi del Convegno siano giunti non solo dentro i Sacri Palazzi, ma anche a Santa Marta, non foss’altro che per le cronache deo media ‘amici’ citati, molto ben considerati dall’ ‘entourage’ papale. Difficile prevedere che farà il Papa: può anche darsi che – come ha detto ripetutamente – tirerà diritto, senza curarsi della confusione creata in parte del laicato cattolico da certe esternazioni. Ma a questo punto la responsabilità delle gerarchie preoccupate si accrescerà e  sarà chiesto loro di valutare seriamente la possibilità di ‘correggere fraternamente’ il Papa (e dunque di praticare una doverosa opera di misericordia, no?).

La settima: intanto il Convegno di sabato 22 aprile ha permesso la creazione di legami tra laici di tutto il mondo, così che la riflessione possa continuare, allagandosi e ispessendosi sempre di più a livello internazionale, in modo da favorire un’ulteriore maturazione della coscienza laicale in seno alla Chiesa cattolica. Aprendo la possibilità di eventuali nuovi incontri, sempre in nome della responsabilità doverosa per ogni laico, espressa con la necessaria parresìa, che non è una caratteristica bellica, ma del dialogo vero.

Giuseppe Rusconi, 24 aprile 2017

 

 

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