I PAPI E LA MASSONERIA: DA GIOVANNI PAOLO II AD OGGI…..

gp II e josephIn una lettera scritta da Virgilio Gaito, ex Gran Maestro del Grande Oriente d’ Italia, insieme al Cardinale Silvio Oddi, si chiede a Papa Giovanni Paolo II un “grande patto” di pacificazione tra Chiesa e massoneria, il riconoscimento ufficiale da parte del Vaticano della conciliabilità tra fede cattolica e appartenenza alla libera muratoria. «Pienamente consapevoli delle finalità perseguite dalla Massoneria universale, da sempre votata al miglioramento dell’ individuo per il miglioramento ed il progresso dell’ Umanità raggiungibili solo attraverso l’ Amore e la tolleranza – scrivono il Gran Maestro e il Cardinale – riteniamo giunto il momento di lanciare un doveroso appello alla riconciliazione che ponga fine a quella secolare incomprensione tra Chiesa Cattolica e Massoneria».

Ma, come tutti ben sappiamo, sotto il papato di Wojtyla, nel 1983, la risposta fu negativa, e vide la luce la “Dichiarazione sulla Massoneria” elaborata dal prefetto della Congregazione per la dottrina della Fede Joseph Ratzinger, che dichiarava inalterato il divieto di appartenenza alla libera muratoria.

Qua di seguito il testo:

CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE

DICHIARAZIONE SULLA MASSONERIA

È stato chiesto se sia mutato il giudizio del Chiesa nei confronti della massoneria per il fatto che nel nuovo Codice di Diritto Canonico essa non viene espressamente menzionata come nel Codice anteriore.

Questa Congregazione è in grado di rispondere che tale circostanza è dovuta a un criterio redazionale seguito anche per altre associazioni ugualmente non menzionate in quanto comprese in categorie più ampie.

Rimane pertanto immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perciò l’iscrizione a esse rimane proibita. I fedeli che appartengono alle associazioni massoniche sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione.

Non compete alle autorità ecclesiastiche locali di pronunciarsi sulla natura delle associazioni massoniche con un giudizio che implichi deroga a quanto sopra stabilito, e ciò in linea con la Dichiarazione di questa S. Congregazione del 17 febbraio 1981 (Cf. AAS 73, 1981, p. 240-241).

Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, nel corso dell’Udienza concessa al sottoscritto Cardinale Prefetto, ha approvato la presente Dichiarazione, decisa nella riunione ordinaria di questa S. Congregazione, e ne ha ordinato la pubblicazione.

Roma, dalla Sede della S. Congregazione per la Dottrina della Fede, il 26 novembre 1983.

Joseph Card. RATZINGER
Prefetto

Veniamo ora al dopo-conclave 2013…..

Il commento di Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia subito dopo l’elezione di Papa Bergoglio:

Roma, 14 marzo 2013 – (AgenParl) Papa: Raffi (Goi), con nuovo Pontefice nulla sarà più come prima.
“Con Papa Francesco nulla sarà più come prima. Chiara la scelta di fraternità per una Chiesa del dialogo, non contaminata dalle logiche e dalle tentazioni del potere temporale” “Uomo dei poveri e lontano dalla Curia. Fraternità e voglia di dialogo le sue prime parole concrete: forse nella Chiesa nulla sarà più come prima. Il nostro auspicio è che il pontificato di Francesco, il Papa che ‘viene dalla fine del mondo’ possa segnare il ritorno della Chiesa-Parola rispetto alla Chiesa- istituzione, promuovendo un confronto aperto con il mondo contemporaneo, con credenti e non, secondo la primavera del Vaticano II”. Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, commenta così l’inizio del pontificato di Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio. “La semplice croce che ha indossato sulla veste bianca – conclude il Gran Maestro di Palazzo Giustiniani – lascia sperare che una Chiesa del popolo ritrovi la capacità di dialogare con tutti gli uomini di buona volontà e con la Massoneria che, come insegna l’esperienza dell’America Latina, lavora per il bene e il progresso dell’umanità, avendo come riferimenti Bolivar, Allende e José Martí, solo per citarne alcuni. E’ questa la ‘fumata bianca’ che aspettiamo dalla Chiesa del nostro tempo”.

Ed ecco infine il comunicato stampa del Serenissimo Gran Maestro della Gran Loggia D’Italia U.m.s.o.i. Gian Franco Pilloni, in cui comunica di aver scritto una lettera a Papa Francesco I. Pilloni ha pubblicato il comunicato sul suo profilo facebook (Gian Franco Pilloni).

LA MASSONERIA SCRIVE A PAPA FRANCESCO:
“METTA FINE ALLE DIVISIONI CHE INCORRONO NEI NOSTRI RAPPORTI”

Roma, 9 ottobre 2013 – “Con estrema commozione e infinita gioia mi rivolgo a Voi Santità per farLe umile richiesta affinché si adoperi per porre fine alle divisioni che intercorrono nei rapporti tra la Chiesa Cattolica e la Massoneria, con la speranza che finalmente possa regnare la giusta serenità tra le due componenti, ponendo fine alle divergenze che ancora oggi elevano un muro tra i rapporti”.
Inizia con queste parole la lettera inviata dal Serenissimo Gran Maestro della Gran Loggia D’Italia U.m.s.o.i. Gianfranco Pilloni a Sua Santità Papa Francesco. Una vera e propria richiesta di pace e di accettazione, che fonda le sue basi sui valori e i principi comuni alle due realtà.
“[…] non siamo una componente avversa alla Chiesa Cattolica da Lei Degnamente rappresentata, anzi, tutt’altro – continua la lettera – Le nostre strade sono parallele, infatti la pensiamo come Voi per la totalità dei problemi che attanagliano la società contemporanea, come Voi ci adoperiamo per un Mondo di Pace e per il rispetto dell’Essere Umano senza distinzione alcuna e il rispetto assoluto verso tutte le Religioni”.
La storia della diatriba tra Chiesa e Massoneria inizia già il 28 aprile 1738, quando Papa Clemente XII, con la Lettera apostolica In eminenti, mette in guardia i credenti contro la Massoneria, da qui in poi condannata da diversi Papi in quasi 600 documenti.

Nel 1983 scompare dal nuovo Codice di diritto canonico la parola “scomunica” contro i massoni. Per mettere a tacere le voci insistenti di una grande svolta, il 26 novembre del 1983 Joseph Ratzinger, l’allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, conferma il giudizio della Chiesa circa le associazioni massoniche e, dunque, l’iscrizione ad esse rimane proibita sotto pena di esclusione dai sacramenti: “Chi si iscrive alla Massoneria fa peccato mortale e non può accedere alla comunione. Il giudizio della Chiesa resta pertanto immutato”.
Nella lettera inviata dal Gran Maestro Gianfranco Pilloni al Santo Padre, si pone l’accento proprio sulle conseguenze che questa chiusura ha causato negli anni.
“La posizione che la Chiesa ha tenuto e ancora tiene – spiega Gianfranco Pilloni nella lettera – penalizza i Fratelli Massoni di Credo Cattolico, costringendoli a professare la fede ai margini della Chiesa e facendoli sentire quasi degli intrusi o fedeli poco desiderati”.
Già in occasione dell’inaugurazione della sede romana di Piazza Campo Marzio, a settembre del 2012, il Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia U.m.s.o.i. aveva cercato di sfatare i luoghi comuni legati al pensiero comune sulla Massoneria: “Non si tratta di una lobby d’affari segreta. La natura della Massoneria è umanitaria, filosofica e morale. Stimola tolleranza. Pratica la giustizia, aiuta i bisognosi, promuove l’amore per il prossimo. La Massoneria lascia a ciascuno dei suoi membri la scelta e la responsabilità delle proprie opinioni religiose e c’è un rapporto di rispetto assoluto nei confronti di ogni religione. E’ apolitica e impone ai suoi membri i doveri di lealtà civica. Se avesse carattere di segretezza, non avremmo aperto una sede in Piazza Campo Marzio, di fronte alle Istituzioni”.
La chiusura della Chiesa e di gran parte dell’opinione pubblica, però, non ha mai smesso di esistere.
“Chiedo a Voi, Santità, uno sforzo per eliminare completamente le ormai superate intolleranze nei nostri confronti, pubblicamente, accettandomi, a seguito di questa mia supplica, a Voi – conclude il Gran Maestro Gianfranco Pilloni nella lettera – trasformare i nostri Templi in Templi per la Pace, luoghi di incontri, luoghi di testimonianza dei più alti ed elevati sentimenti di solidarietà e di fratellanza umana”.
Ci si chiede ora se Sua Santità Papa Francesco deciderà di rispondere a questa lettera, accogliendo questo ramoscello d’Ulivo e mettendo la parola “fine” all’eterna diatriba tra Chiesa e Massoneria.

 

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2 pensieri su “I PAPI E LA MASSONERIA: DA GIOVANNI PAOLO II AD OGGI…..

  1. Questa suadente ed educata richiesta sembra innocua e giusta,
    in realtà mette al primo posto ideali umani e , sottinteso, l’adoprarsi per la loro realizzazione, spendendo la vita individuale nell’ organizzazione sociale sempre più “perfetta”!
    La Chiesa è la Sposa di Cristo e noi cristiani viviamo per Lui!
    Dio ci liberi dall’inganno diabolico massone!

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    1. QUEGLI IDEALI SONO GLI STESSI PORTATI AVANTI DA CRISTO. NOI CRISTIANI VIVIAMO PER LUI E PROPRIO PER QUESTO DOBBIAMO VIVERE AL SERVIZIO DEL NOSTRO PROSSIMO. IL CRISTIANESIMO E’ AMORE NON ODIO! SONO I COMPORTAMENTI ALTRUISTICI (ESSERE CRISTIANI NEI FATTI), NON IL COMPORTAMENTO DA FARISEO, CHE TI FANNO VERO CRISTIANO. AMA (O QUANTOMENO RISPETTA) CHI RITIENI DIVERSO DA TE!

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