JOSEPH RATZINGER :L’EUROPA , I SUOI FONDAMENTI OGGI E DOMANI

Un anno prima della elezione al Soglio Pontificio, l’allora cardinal Ratzinger, raccoglieva in un volume le sue riflessioni sull’Europa, e, in particolare sul ruolo della prospettiva cristiana nella politica contemporanea, troppo orientata, secondo l’autore, verso disvalori edonistici che rinnegano e fanno dimenticare l’identità spirituale della civiltà occidentale

. di Carmelo Caruso 18/06/2008

download-1Nel pensiero filosofico dell’attuale Pontefice, vi è una costante preoccupazione, un tema che viene espresso in questo libro, il quale costruiva parte essenziale della sua speculazione prima di essere eletto al Soglio Pontificio: vale a dire il problema dell’identità spirituale dell’occidente cristiano. L’allora Cardinal Ratzinger, percepiva un profondo mutamento di valori nella società europea, che concretizzandosi nel nichilismo, e nel misconoscimento del patrimonio ereditato dalla tradizione giudaico-cristiana, conduce all’attuale situazione.

Ratzinger procede nella trattazione scorrevolmente, lontano da atteggiamenti intellettualistici: con uno stile chiaro e sobrio conduce il lettore verso un messaggio forte, chiamando in causa tutto lo sviluppo della storia e del pensiero europeo occidentale, dall’antichità sino alla contemporaneità. Il risultato di questo percorso filosofico porta ad una conclusione che lo colloca idealmente accanto a Toynbee, e sotto molti aspetti, a Maritain. Infatti, in questo libro vi è la coscienza che l’introflessione eccessiva e l’autoreferenzialità di certi sviluppi del pensiero moderno e contemporaneo, abbiano trascinato la civiltà occidentale verso un orizzonte di chiusura, anche nei confronti del Trascendente. Tutto ciò implica la perdita non solo di un patrimonio spirituale condiviso, ma dell’idea stessa del con-dividere. Il problema che viene sottolineato, è anche un problema, in ultima analisi, sociale, poiché l’Europa contemporanea rinnegando la sua identità religiosa, rifiuta anche una dimensione profondamente radicata nel proprio humus culturale, da cui non può prescindere.

Tuttavia, la proposta di Ratzinger non consiste in una semplicistica restaurazione di valori perduti: l’idea che ha in mente è molto più profonda di un revival religioso. Essa implica una ricerca razionale dei limiti dell’agire umano, in campi quali la morale, la politica, l’economia, attraverso un confronto sereno e rispettoso delle diverse prospettive. Anzi, come scrive l’autore a proposito della compresenza di molte confessioni in Europa, è proprio il multiculturalismo che deve indurre verso la rivalutazione della propria identità, non per erigere barricate, bensì per evitare di creare un mondo senza Dio e senza futuro.1 Perciò le religioni rappresentano una risorsa per l’uomo contemporaneo, che non deve lasciarsi abbagliare dalle luci del consumismo, così come dall’orgoglio della ragione, che portano inevitabilmente verso le spiagge del relativismo.

Ma il volume tratta, inevitabilmente, anche del rapporto tra morale e politica in ambito europeo. Si possono riscontrare due conclusioni fondamentali: la prima, secondo cui sono da respingere tanto le “fughe in avanti”, – di cui le rivoluzioni del Novecento costituiscono un esempio – tanto i miti di restaurazione politica e razziale di stampo reazionario; in secondo luogo, bisogna affermare il ruolo della ragione che, ricollegandosi alla Patristica, Ratzinger considera “luce divina”2. Quest’ultima, è uno strumento che permetterà alla civiltà europea di sorreggersi e ai politici di discernere adeguatamente tra le diverse opzioni. Tuttavia, occorre che essa sia illuminata dalla Fede, e si contemperi con essa.

Tali temi sono presenti con vigore anche nel capitolo finale, dove viene affrontata la questione della pace. Qui l’odierno Pontefice rifiuta ogni logica di machiavellismo volgare, per indicare ai politici la via di un sano agire che tenga conto delle esigenze morali, senza farsi sopraffare da esse, riconoscendo le esigenze di una ragione rispettosa dei propri limiti. Questa “politica per la pace” che non è un infondato utopismo, implica precise responsabilità per l’Europa, a cui Ratzinger sembra riconoscere un ruolo fondamentale negli equilibri internazionali.

Alla base del saggio vi è quindi un percorso filosofico e spirituale le cui tracce si possono già trovare nell’ultimo Wojtyla o in Rosmini, che conduce alla necessità, per l’uomo contemporaneo, di trovare un equilibrio tra Fede e ragione, orientandosi con l’aiuto di entrambe.

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