PADRE GEORG…. un anno fa

Cari fratelli e sorelle!

Domenica oggi si chiama “Omnis Terra” con le parole del Salmo 65 che abbiamo sentito all’inizio della Messa: ” Omnis Terra adoret te, Deus, et psallat tibi ! ” ( “Tutta la terra ti adoriamo, o Dio e cantare salmi a te “). Questa Domenica è stato chiamato anche questi ottocento anni fa; e anche allora, come oggi, in tutte le chiese cattoliche del Vangelo delle nozze di Cana è stato proclamato. Da allora imperi sono caduti, spazzato via come foglie d’autunno; la Chiesa ha visto il susseguirsi di novanta papi; rivoluzioni violente e le guerre hanno scosso l’Europa; divisioni fatali hanno strappato il cristianesimo. Così sembra quasi un miracolo la tranquillità con la quale, nella liturgia di questa Domenica, cantiamo oggi come allora: Lodate il Signore, popoli tutti!

Con questa lode, però, oggi ricordiamo anche il fatto che qui 808 anni fa, per la prima volta, Papa Innocenzo III, portato in processione il Santo Sudario di Cristo da San Pietro a Santo Spirito. Era il velo santa che mostra “il volto umano di Dio”, che Papa Benedetto XVI non potrà mai stancarsi di parlare; e “il volto vivente della misericordia del Padre”, al quale Papa Francesco ha dedicato questo anno giubilare. E anche allora, nel gennaio del 1208, il volto divino di Dio qui in questa chiesa, era collegato alla mercé concreta degli uomini; questa chiesa, che molto più tardi, nel 1994, San Giovanni Paolo II ha dedicato alla “Divina Misericordia”, in onore di Santa Faustina Kowalska, le cui reliquie veneriamo qui. Il Papa polacco è stato anche un visionario e ancora una volta abbiamo esperienza che qui oggi.

Infatti, 808 anni fa, in quella prima processione, papa Innocenzo III decretò che l’immagine sacra non è stato portato ai nobili di Roma, ma per i pellegrini malati e ai poveri della città, il cui più importante dimora allora era questo ospedale di Santo Spirito. Egli ha inoltre ordinato che il cappellano papale, attingendo Obolo di San Pietro, dovrebbe distribuire tre monete per ciascuno dei trecento malati e dei mille poveri che sono stati invitati a partecipare alla cerimonia e che venivano da tutta la città: uno per il pane, uno per vino e il terzo per la carne. Egli ha anche collegato indulgenze sostanziali per visitare la “vera immagine” e per la partecipazione nella sua processione.

In realtà era una anticipazione dell’Anno Santo, che solo più tardi, nel 1300, è stato introdotto a Roma da Bonifacio VIII. Tutto questo ha cominciato proprio qui!

Da quel momento per gli attuali processioni età moderna ed esposizioni della Santa velo non hanno mai finito. Presto ci sono stati innumerevoli pellegrini a Roma che volevano contemplare il volto di Dio. In seguito, è stato in una di queste processioni che Dante imparato a conoscere il volto di Dio. E ‘il volto prima che finisce il “escursione cosmica” della sua Divina Commedia, come ha detto Papa Benedetto XVI dieci anni fa, quando ha presentato la sua enciclica Deus caritas est . E ‘il volto dell’amore che “move il sole e l’altre stelle”, come scrive Dante nel brano più noto nella letteratura italiana.

E ‘l’amore di Dio che gioisce in noi come “lo sposo per la sposa”, come abbiamo appena sentito nelle parole del profeta Isaia; e la forza dello Spirito Santo, di cui vari doni St. Paul ha ancora una volta reso consapevoli in questa chiesa di Santo Spirito. E tuttavia, in nessun altro fa questo Spirito parla in modo più chiaro e con più evidenza come nel volto silenzioso di Cristo, davanti al quale siamo oggi qui riuniti.

Perché “questa è la vocazione e la gioia di ogni battezzato: portare e dare Gesù agli altri”, come ha detto il Papa Francesco gennaio 3. E questo è esattamente ciò che oggi è dato a noi – a diventare testimoni, nel momento in cui i buoni frati cappuccini di Manoppello qui “portare e dare a Gesù”, nel cui volto Dio si mostra il suo volto.

In conclusione vorrei aggiungere solo una cosa sul Vangelo delle nozze di Cana, su cui sono state dette tante cose istruttive: chi, infatti, potrebbe ancora chiedersi che Gesù ha lavorato il suo primo miracolo pubblico esattamente a favore del matrimonio e della famiglia che sono in tale pericolo oggi che Papa Francesco ha dedicato sinodi a ciascuno di questi! Infatti, in questo tempo di Natale in cui siamo ancora, siamo in grado di comprendere perfettamente che il primo miracolo, come il necessario prolungamento del mistero dell’incarnazione di Dio. Perché è solo all’interno di una famiglia che si diventa umano! Con una madre e un padre e – se siamo fortunati – con i fratelli e le sorelle. Per questo motivo gli artisti cristiani hanno sempre raffigurato il volto di Gesù riferendosi alla sua madre, e viceversa. Perché se Dio è il padre di Gesù, la sua faccia deve e può guardare solo come la sua. Ed è questo volto più antico che oggi in maniera quasi miracolosa è tornato a Santo Spirito in Sassia, quel volto che sembra essere quasi identico al volto della Divina Misericordia che è stata venerata qui per più di due decenni.

Si tratta di una copia di quella antica originale che Papa Innocenzo III ha mostrato i pellegrini e che da quattrocento anni è stato tenuto in Abruzzo, sul mare Adriatico, in una zona periferica di Italia, che oggi per la prima volta è stato portato di nuovo a dove il suo culto pubblico è iniziata. Da qui, innumerevoli copie portato in tutto il mondo il vero volto di Dio che i cristiani sapevano. Proprio in questo risiede il significato più profondo di questo momento. Prima di venire a Roma, il Sacro Velo è stato tenuto a Costantinopoli, prima in Edessa e anche prima di Gerusalemme. Non è possibile, infatti, che tale faccia potrebbe essere proprietà, potrebbe essere il tesoro di nessuno, neanche del Papa. E ‘la firma dei cristiani. Solo noi sappiamo che Dio ha un volto – come e chi è. Per questo motivo, il volto di Cristo è il primo, il tesoro più nobile e più prezioso di tutta la cristianità, ancor più: di tutta la terra. Omnis Terra! Prima di questo volto dovremmo aprirci ancora e ancora. Sempre come pellegrini; sempre alle zone periferiche; e avendo sempre davanti ai nostri occhi un unico obiettivo: il momento in cui saremo davanti a lui faccia a faccia.

VOLTO SANTO E GG.png

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